Gli attori in gioco

Sono settimane di tensione quelle a cui stiamo assistendo tra Russia, Stati Uniti e Nato sulla questione Ucraina.

I ferri corti, che si stavano scongiurando con una serie di colloqui e incontri tra Biden e Putin, sembrano drammaticamente essere arrivati (come è iniziato il conflitto qui).

L’incontro a Ginevra tra Blinken (Segretario di Stato americano) e Lavrov (Ministro degli esteri russo) è servito a ribadire le posizioni di una e dell’altra parte, senza alcun accordo o punto di dialogo.

LUnione Europea, in tutto questo, non si è fatta sentire. Tutti gli Stati membri sembrano essere contrariati dalla presa di posizione di Putin e ne hanno condannato il comportamento, concordando con Nato e USA su eventuali sanzioni economiche nei confronti di Mosca, ma nulla di più.

Quali sanzioni potrebbero prendere Paesi direttamente dipendenti dalla fornitura di energia della Russia nei suoi confronti?

Crediti: The Economist

La linea generale adottata dall’Europa, al momento, sembra quella di fornire ulteriori aiuti economici all’Ucraina (1,2 miliardi di euro) e il sostegno necessario a far sì che “il Paese possa continuare ad esercitare la sua sovranità e indipendenza”.

La posizione americana

E’ di lunedì la notizia che sia Stati Uniti che Australia e Regno Unito abbiano cominciato ad evacuare le proprie ambasciate e a far ritirare i diplomatici e le loro famiglie da Kiev. Così come la decisione del Presidente americano di mettere in allerta 8.500 soldati e schierare delle truppe nel Baltico. Voci di corridoio per il momento…corridoio della Casa Bianca, però.

Le iniziali contromisure economiche minacciate da Biden sembrano essere state ribadite: stop all’export per le industrie russe. Si parla di materiali essenziali per l’industria tecnologica aereospaziale, civile ed informatica. Questa è stata la linea “dura e decisa” che il governo americano aveva preso in considerazione nel caso in cui l’esercito russo si fosse mosso in territorio ucraino, sia in senso concreto che figurato.

In allerta su un qualsiasi tipo di mossa da parte dei russi nei confronti dell’Ucraina, pur non essendo stato citato direttamente il caso della Crimea, Biden ha ricordato che la Russia ha un’ampia rosa di strategie militari: dai cyberattacchi, alle “esercitazioni militari”, all’impiego di mercenari (o soldati senza uniforme russa).

Crediti: Formiche.net

Il fronte russo

Nessun battito di ciglia di fronte alle minacce americane da parte di Putin.

Il Ministero della Difesa di Kiev avrebbe contato circa 127 mila soldati russi al confine, comprese forze aeree, navali e impianti missilistici, che punterebbero strategicamente verso le regioni filo-russe separatiste Donetsk e Luhansk.

La giustificazione di Putin, se così possiamo chiamarla, è la difesa della Russia dai troppi vicini alleati della Nato. La principale richiesta arrivata dal Cremlino, infatti, è quella che la Nato ritorni nei confini del 1997. Così facendo, la Russia si assicurerebbe il ritiro delle truppe internazionali da Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia.

Una richiesta considerata inaccettabile da parte degli altri attori coinvolti della politica internazionale.

Condividi!

Di Chiara Ciatti

Neo-trentina dalla C aspirata; vivo di sport, femminismo e caffè. Sono una studentessa universitaria polemica, con sempre la macchina fotografica in una mano e il passaporto nell'altra. Fast è il progetto che credo mi aiuti ad esprimermi al meglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.