West Coast is on the map

Ben ritrovati nella rubrica settimanale riguardante la storia del movimento Hip-Hop. Nella scorsa puntata (che trovate qui) abbiamo capito come il secondo decennio di vita del movimento (gli anni ’80) sia stato un decennio di transizione, in cui ogni gruppo ed ogni artista cercava di trovare il proprio sound distintivo, spesso prendendo spunto da generi differenti.

Non abbiamo però affrontato un’altra grande transizione, quella geografica: con la diffusione dei block party (che abbiamo trattato nella prima puntata, che trovate qui) prima nei quartieri neri di New York e successivamente in tutta la città, la musica riuscì a ritagliarsi un’importanza culturale rilevante che venne ripresa da diverse comunità black su tutto il territorio statunitense: partendo dalla costa Est, arrivò poi ai centri più densamente popolati della costa ovest, ovvero Los Angeles e San Francisco.

Nello Stato della California si forma quindi la varietà locale di rap che vede come primo mattone del genere che verrà poi chiamato gangsta rap «6 in the mornin’» di Ice T. Questo sottogenere prende in prestito il sostantivo «gangsta» dal Black American, lo slang utilizzato dalle comunità nere americane, per riferirsi ai gangster; i temi ricorrenti del genere infatti riguardano la violenza, la vita nei ghetti, la droga, la prostituzione, ma soprattutto l’abuso di potere da parte della polizia e la denuncia del chiaro razzismo da parte delle forze dell’ordine americane. 

Foto ritraente Ice T, copertina di “I’m your pusher

Il punto più alto raggiunto dal gangsta rap è però rappresentato dal lavoro degli N.W.A., gruppo formatosi nel 1986 da cinque ragazzi provenienti da Compton, il quartiere di Los Angeles con il maggior tasso di criminalità della città. Compton divenne per la West Coast ciò che il Bronx fu per la East: il luogo più pericoloso della città ma che proprio grazie alle difficoltà a cui sottoponeva i suoi abitanti divenne il luogo prediletto per la nascita e lo sviluppo del nuovo genere di rap, il gangsta rap appunto. 

Compton divenne per la West Coast ciò che il Bronx fu per la East

I cinque ragazzi – Eazy-E, Dr. Dre, Ice Cube, Mc Ren e Yella – pubblicarono nell’88 la pietra miliare che mise effettivamente la West Coast sulla mappa: «Straight Outta Compton» (un film che racconta la storia della banda è stato pubblicato nel 2015, proprio con questo titolo). L’album è uno dei primi della storia ad adottare l’etichetta «Parental Advisory», che divenne un simbolo distintivo per ogni album rap futuro. L’etichetta fu messa a diritto sulla copertina dell’album: i temi trattati crudamente mettono in chiaro tutto ciò che non va nell’apparentemente perfetta Los Angeles dell’epoca, e trova nella title track e in «Fuck tha Police» i punti probabilmente più alti di denuncia sociale del genere, il tutto condito dalla genitalità musicale di Dr. Dre che si destreggia tra strofe e basi che diventeranno il sound tipico del rap west coast, la liricità cruda di Eazy-E e l’attitudine street rabbiosa di Ice Cube. Il futuro della banda non sarà troppo longevo, con una faida che interesserà da vicino tutti membri (con la partenza burrascosa di Ice Cube prima e Dr. Dre poi), ma ciò che la banda aveva creato con il solo primo album echeggia ancora oggi nei testi dei rapper della costa occidentale. L’eredità dei «Niggaz Wit Attitudes» (sì, questo è il significato dell’acronimo) verrà portata avanti dalle carriere da solisti dei membri – di Dre e Ice Cube soprattutto – e successivamente da artisti a loro vicini, tra cui l’eterno Snoop Dogg

Gli N.W.A. (foto da USATODAY)

Come già citato, fuori dalla città degli angeli, il rap West Coast si sviluppa negli altri centri della California, tra cui San Francisco e Oakland: quest’ultima è l’inaspettato luogo natale di uno dei più grandi nomi – e più controversi, per certi sensi – del periodo, ovvero MC Hammer. Dopo un primo album indipendente nel 1987, Hammer pubblicò nel 1990 l’album «Please Hammer Don’t Hurt ‘Em», che conteneva lo storico singolo «U Can’t Touch This». Tutto l’album era sulle spalle di questo unico singolo, che fece incredibilmente guadagnare all’album il primo disco di diamante del rap (la soglia per il disco di diamante negli USA è di 10 milioni di copie). 

Questo risultato venne denigrato dai colleghi e dagli ascoltatori più legati allo stile street. Era una legge non scritta quella di non svendersi a fare rap per chiunque, un tema sentito ancora oggi nell’eterna discussione sulla musica «commerciale». Ciononostante il risultato di MC Hammer portò all’espansione globale del pop-rap e soprattutto pose la nuova scena occidentale immediatamente sopra a quella originale newyorkese, forzando una risposta alla costa orientale.

Ci stiamo avvicinando sempre di più alla svolta degli anni ’90, ora abbiamo davvero tutti gli elementi per studiare e capire a fondo le dinamiche che si svilupperanno nel decennio che oggi è etichettato come «Golden Age» dagli amanti del genere. Se vi siete persi qualche episodio lo potete ritrovare nella categoria «Musica» sul sito fastgiornale.it in forma estesa, o in forma più breve su Instagram.

(foto di copertina da Rollingstone)

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