Volano i caccia cinesi nel cielo di Taiwan. E non è la prima volta.

Nell’ultimo mese, infatti, il gigante asiatico ha più volte sorvolato l’isola con i propri aerei militari. Un paio alla settimana, ad eccezione di ieri.

Secondo il Ministero della Difesa, i 13 arei che hanno violato lo spazio areo di Taiwan sarebbero stati cinque caccia J-16D e sette caccia J-10, oltre ad un Y-8 per il trasporto tattico. In tutta risposta, l’esercito dell’isola ha spiegato i propri missili… in via precauzionale.

Che la Cina punti alla riunificazione dell’indipendente Taiwan alla Repubblica Popolare non è certo cosa nuova. Risaputo, infatti, è che Pechino consideri quella di Taiwan una sua provincia e che “la sua liberazione” (suona familiare?) non debba essere ostacolata da nessuna forza esterna. Come gli USA, ad esempio.

Crediti: Limes

L’intricata relazione tra America, Cina e Taiwan risale agli anni ’70 e può contare su tre comunicati ufficiali tra le parti. La sovranità del governo di Pechino non viene messa in discussione nel territorio cinese, ma Washington si riserva la possibilità di relazionarsi commercialmente con Taiwan e di sopperire alla sua carente forza militare con gli strumenti necessari affinché possa raggiungere la capacità sufficiente all’auto-difesa. Dal 1982, anno di pubblicazione del terzo comunicato, ad oggi, la vendita di armi da parte dell’America a Taiwan è motivo di scontro con la Cina.

Una relazione difficile quella tra le parti, aggravatasi negli ultimi anni, che ha portato il governo pechinese a rifiutare qualsiasi tipo di contatto diplomatico con l’isola (e con gli USA sulla questione).

Da aggiungere all’elenco dei motivi che possono innervosire Pechino c’è la Presidentessa Tsai Ing-wen, del partito democratico-progressista, eletta nel 2016. Ed ancora, il transito delle navi statunitensi nello stretto di Taiwan e l’arrivo imminente dell’ex Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, sull’isola, con cui la Cina ha avuto i peggiori scontri diplomatici degli ultimi anni.

Volano i caccia cinesi nel cielo di Taiwan. E non sarà l’ultima volta.

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Di Chiara Ciatti

Neo-trentina dalla C aspirata; vivo di sport, femminismo e caffè. Sono una studentessa universitaria polemica, con sempre la macchina fotografica in una mano e il passaporto nell'altra. Fast è il progetto che credo mi aiuti ad esprimermi al meglio.

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