Manuel Antonio Noriega Moreno, generale dell’esercito panamense, ex informatore della CIA ed ex capo della polizia segreta, divenne leader del Paese sudamericano in seguito alla morte del generale Torrijos, uomo forte all’interno della giunta militare, divenendo de facto dittatore del Paese sfruttando la sua posizione nell’esercito.

Nonostante l’iniziale supporto statunitense nei confronti di Noriega, a partire dal 1987 gli USA iniziarono ad accusarlo di spaccio di droga a livello internazionale: l’accusa ufficiale venne presentata dalla Drug Enforcement Administration e successivamente il Time lo accusò di spaccio e riciclaggio di denaro.

Invasione USA

Tali accuse posero Noriega in contrasto con l’allora amministrazione americana guidata da George H.W. Bush: in seguito all’imposizione di sanzioni economiche, Panama dichiarò lo stato di guerra contro gli USA e il 20 dicembre 1989 l’esercito statunitense invase lo stato sudamericano. Poche ore dopo l’inizio dell’operazione denominata Just Cause, Guillermo Endara prestò giuramento come nuovo presidente.

(via Kultwatch)

Nel frattempo, Noriega venne arrestato e trasportato negli USA dove venne processato e condannato, nel 1999, a trent’anni di prigione. Molti sostennero che il processo non fosse altro che una messinscena, visto che molti testimoni, di cui molti spacciatori e trafficanti, testimoniarono contro l’ex leader panamense dopo l’ottenimento di riduzioni di pena e pagamenti in contanti.

Dopo dieci anni dall’invasione, gli USA restituirono a Panama la gestione del canale, stipulando inoltre un importante accordo di libero scambio. 

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