Europa

L’Unione Europea è la maggiore fonte di economia del mondo: produce, infatti, oltre il 20% del PIL globale. Una posizione di rilievo nel mercato internazionale che è stata consolidata negli ultimi dieci anni e che la crisi prodotta dalla pandemia non ha demolito, ma “solo” intaccato. Grazie ad un’economia molto aperta, basata sul commercio estero, l’UE è rimasta incisiva grazie a nuove manovre economiche e progressi di economie estere.

Per quanto riguarda le esportazioni, i maggiori destinatari dei beni prodotti in Europa sono (da almeno tre anni) Regno Unito, Cina e Russia; ma il principale fornitore è la Cina, che, nonostante la pandemia, è riuscita a prevalere su Stati Uniti e Regno Unito.

Secondo l’Eurostat, la Cina è diventata il partner primario dell’Unione Europea nella prima metà del 2020. Le importazioni dal gigante orientale sono cresciute del 4,9% rispetto all’anno precedente, mentre quelle provenienti dagli Stati Uniti sono diminuite dell’11,7% nello stesso periodo..

Italia

Se spostiamo lo sguardo sull’Italia, possiamo vedere che le relazioni commerciali coinvolgono soprattutto Germania, Francia e Slovenia, nelle quali il nostro Paese esporta macchinari e generi agroalimentari.

Proprio la Germania, negli ultimi anni, ha surclassato altri Paesi (come Svizzera, Russia e Stati Uniti), conquistando il secondo posto sul podio dei maggiori importatori di beni del panorama italiano. Al terzo posto si alternano Francia, Russia e altri Paesi dell’Unione, ma a dominare la classifica c’è la Cina.

Il Dragone non ha solo aumentato le importazioni nell’ambito dell’elettronica e delle nuove tecnologie, ma ha anche incrementato le partnership aziendali con le imprese italiane (per lo più manifatturiere).

In soli due anni, l’Italia è diventata il quinto Paese europeo di import per il mercato orientale e il terzo di export. Un rapporto che si sta consolidando e che sta portando alla condivisione di tecnologie e competenze in previsione di proficui guadagni per le reciproche economie.

Crediti: Istituto per gli Studi di Politica Internazionale

(Foto di copertina da: Startmag)

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