Una anno senza Kobe Bryant

Un anno dopo rimane l’uomo e tutto ciò che dal 1996 al 2016 riusciva a trasmettere a tutti gli amanti del basket quando scendeva sul parquet.

Un rigo breve e lapidario, su un sito americano ad annunciare l’incidente sull’elicottero e la sua morte insieme alla figlia Gianna.

Tra i tanti aneddoti del Black Mamba si tende sempre a citare – più di altri- quello riguardante la sveglia alle 5 del mattino per il suo primo allenamento in preparazione della nuova stagione.

Il dettaglio è che si cita perché era l’11 Settembre 2001 e come in quel caso, tutti noi ricordiamo dove eravamo e cosa stavamo facendo un anno fa, alla notizia della sua scomparsa.

In un anno così difficile quel senso di vuoto e smarrimento rimane perché quando cade un eroe cade anche chi a quell’eroe si ispira prendendolo come modello di vita.

Un anno dopo rimane l’uomo amato e odiato, rimangono i 5 anelli così come gli 81 punti contro i Raptors, rimane il record di giocatore con più tiri sbagliati.

Rimane più di tutto quella sua voglia ulissica di guardare al futuro per poterlo conoscere. Per questo ci manca l’uomo eroico più del eroico giocatore.

(Foto di copertina da: Staten island Advance)

Condividi!

Lascia un commento