Nella giornata di ieri i vertici del calcio hanno deciso di dare una svolta che – se si concretizzerà – nel futuro prossimo sarà un cambiamento epocale. La proposta di nascita della SuperLeague, voluta fortemente da Florentino Perez (presidente del Real Madrid) e Andrea Agnelli (presidente Juventus), ha scosso l’intero mondo del calcio.

La UEFA, che fino a questo momento aveva per le mani tutte le competizioni europee e nazionali, grazie alla cooperazione con le varie leghe ha subito cercato lo scontro minacciando provvedimenti di natura economica molto elevati per le squadre che firmeranno per entrare a far parte della nuova Lega, indipendente ovviamente dai dettami UEFA.

(foto di AMA/Corbis via Getty Images)

Ci sarà modo per approfondire tutte le dinamiche e le modalità di svolgimento della nuova competizione calcistica, ma il punto cruciale è un altro: è una rivoluzione necessaria?

I problemi della UEFA

Negli ultimi anni proprio la UEFA è stata al centro di molte vicende che hanno fatto storcere il naso a molti: su tutte l’attuazione del fair play finanziario, strumento ideato e pensato per frenare la deriva di un calcio sostenibile per pochissime squadre con l’accentramento dei campioni sempre verso i club con più blasone e soprattutto con più liquidità da investire.

(Foto di Medium)

Purtroppo, si è potuto riscontrare che il FPF ha danneggiato solo realtà che in quel momento non vivevano una situazione rosea (Inter e Milan ad esempio) mentre non è stato applicato in altri casi, come ad esempio le campagne acquisti di Manchester City o del Psg. Infatti, le due squadre riuscirono – nella stessa finestra di mercato – a portare alla propria corte sia Kylian Mbappé (180 mil divisi in due rate da dare al Monaco), sia Neymar (222 mil solo per il cartellino del giocatore). Il sistema UEFA è parso incapace di arrestare questa deriva e l’idea della SuperLega, che non tiene conto dell’aspetto meritocratico ma solamente di quello economico non è da meno.

Modello Eurolega

L’idea è provare ad emulare in qualche modo il sistema Eurolega del basket europeo, che è organizzato in questo modo: 11 licenze decennali (che passeranno a 13 con l’aggiunta di Bayern Mocano e Asvel Villeurbanne) più altre tre licenze di cui una proveniente dalla vincente dell’Eurocup e le altre due licenze saranno assegnate alle vincenti della Lega Adriatica e della Lega Baltica.

I vari comunicati rilasciati nella notte dalle squadre che sembrano intenzionate a partecipare e fondare la SuperLeague – le squadre italiane saranno Juventus, Inter e Milan e una quarta ancora da decidere – rendono quella che fino a poco tempo fa era un’idea, un progetto concreto.

L’unico aspetto positivo al momento sembrerebbe la maggior spettacolarità delle partite determinata dal semplice fatto che parliamo delle migliori squadre d’Europa con rose composte dai migliori giocatori al mondo.
Per il resto, il discorso e gli scontri che ci saranno nei prossimi giorni tra la UEFA (terrorizzata dal perdere il proprio monopolio sul mercato calcistico) e il nuovo soggetto che si affaccia sulla scena è lo stesso che riguarda anche le questioni politiche in tutti i Paesi: si guarda sempre ai poveri e non alla povertà, si parla sempre di soluzioni ma non si risolvono mai i problemi.

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