Trump – Biden: un infuocato dibattito
(crediti: Doug Mills/The New York Times)

I due candidati alla presidenza statunitense, Donald Trump e Joe Biden, si sono confrontati in quello che il Washington Post ha voluto definire

“il peggior dibattito presidenziale nella storia degli Stati Uniti”

Caotico, dominato da un’aggressività e una confusione senza precedenti, pochi programmi e tante offese: un vero e proprio insulto alla democrazia americana. 
Sin dall’inizio, l’attuale Presidente in carica ha voluto enfatizzare una presuntuosa superiorità politica rispetto ai precedenti presidenti, ritenuti non all’altezza delle sue grandiose azioni. Biden, al contrario, ha rivolto la propria attenzione verso il pubblico all’ascolto, distanziandosi dalla
strategia auto-elogiativa dell’avversario e fornendo dati e prove concrete a sostegno delle proprie dichiarazioni.
La linea del dibattito ha poi assunto toni sempre più accesi: Trump ha aggredito lo sfidante democratico associandolo alla frangia più radicale della sinistra e agli attivisti dell’ANTIFA, impedendogli numerose volte di terminare il proprio discorso a causa delle continue interruzioni che hanno richiesto il costante intervento del moderatore Chris Wallace.

Il moderatore Chris Wallace – (crediti: Olivier Douliery/AFP/Getty Images)

Di certo, uno dei momenti più controversi si è verificato con la mancata dissociazione trumpiana dalle posizioni suprematiste bianche sostenute dalle radicali milizie neonaziste, alle quali è finito per rivolgere una sorta di pericoloso invito all’azione contro l’estrema sinistra:

Proud Boys, stand back and stand by! But I’ll tell you what, somebody’s got to do something about Antifa and the left.”


Tra insulti e persistenti interruzioni, non sono mancate le fake news in merito alla gestione dell’emergenza sanitaria; Trump, punzecchiato da Biden circa il rischioso consiglio che diede a fine aprile di iniettarsi la candeggina per combattere il virus, ha dichiarato convintamente che la scoperta del vaccino avverrà entro poche settimane, contrariando il parere degli esperti secondo cui, invece, potrà realizzarsi solo nel 2021. 
Trump ha poi sostenuto senza alcun fondamento l’idea secondo cui il sistema di voto postale sia fonte di truffe e brogli, ragione per cui non ritiene di poter assicurare l’accettazione dei risultati
elettorali del 3 novembre. La non concessione della vittoria dell’avversario potrebbe generare un potenziale rischio di regressione democratica in un clima di estrema radicalizzazione e di pericoloso supporto da parte delle violente milizie di estrema destra, pronte a tutto per sostenere il loro Presidente.

Crediti per l’immagine in copertina: worldsnews.biz

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