Taiwan: ring della sfida sino-americana

L’interesse strategico di Cina e Stati Uniti nei confronti di Taiwan è (ri)tornato all’attenzione internazionale negli ultimi giorni di gennaio, quando degli aerei militari cinesi hanno attraversato lo spazio aereo taiwanese, fatto denunciato dalle autorità politiche taiwanesi.

La Cina ha risposto sostenendo che Taiwan sia parte dello Stato cinese e che ogni tentativo di perseguire l’indipendenza verrà contrastata militarmente. Infatti, l’isola sarebbe considerata come una provincia ribelle, nelle logiche della One China Policy applicata anche nei confronti di Hong Kong. Taiwan ritiene però di essere già uno Stato indipendente e sovrano, con il nome di Repubblica di Cina.

(Foto da: The New York Times)

Gli USA hanno risposto condannando l’approccio cinese poiché risulterebbe pericoloso per la stabilità della regione: si sono schierati, quindi, al fianco di Taiwan, sebbene non ne supportino ufficialmente l’indipendenza.

Washington non ha con l’isola dei rapporti diplomatici ufficiali perché negli anni ’70 – sulla base della diplomazia triangolare sviluppata dal Presidente Nixon – preferì riconoscere come legittimo rappresentante dei cinesi la Repubblica Popolare di Cina, vale a dire lo Stato nato dalla vittoria dei comunisti nella guerra civile conclusasi nel 1949 e in seguito alla quale i leader cinesi nazionalisti dovettero rifugiarsi sull’isola di Taiwan, dove fondarono la Repubblica di Cina. L’importanza di quest’isola rientra nelle logiche geopolitiche della regione sud-est asiatica.

Fin dalla metà del XX secolo gli USA hanno creato delle alleanze per accerchiare tale area (ad esempio la SEATO): in origine l’obiettivo era limitare il blocco comunista durante la Guerra Fredda, ma ora ciò risulta funzionale nei confronti della Cina.

Pechino, oltre a voler attuare la One China Policy e quindi a non riconoscere altri Stati come rappresentanti dei cinesi, ha anche importanti obiettivi geostrategici e geoeconomici: oltre alle risorse naturali delle quali il Mar Cinese Meridionale è ricco e che sono reclamate da tutti gli Stati che vi si affacciano, la Cina ha l’intenzione di rafforzare la propria posizione espandendo il proprio controllo sull’area.

(Foto di copertina da: The NewYorker)

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Alessio Piccoli

Mi chiamo Alessio Piccoli, ho 23 anni e vengo da un piccolo paese in provincia di Pordenone. Studio Scienze Politiche all'Università Cattolica di Milano ed è proprio di politica che mi occupo, interessandomi principalmente ai contesti italiano, europeo e statunitense. Tra le mie altre passioni ci sono la musica e gli sport, il calcio soprattutto.

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