Ungheria, verso la regressione e l’odio

L’Ungheria non garantisce più i diritti delle persone appartenenti al mondo LGBT+. Con l’approvazione del nono emendamento della legge fondamentale - con 123 voti favorevoli, 45 contrari e 5 astensioni - lo scorso 15 dicembre il Parlamento ungherese ha ufficialmente negato il diritto degli appartenenti alla comunità ad avere una famiglia, sostenendo che tale può essere formata esclusivamente da un uomo e da una donna. Questa modifica, che per alcuni può simboleggiare una vittoria, per tanti altri rappresenta un triste passo indietro.

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Lasciati soli

“Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”. Così scriveva Antonio Gramsci nel 1917 in uno dei suoi scritti più celebri. In questo pamphlet, riesce a mettere in chiaro come l’indifferenza, l’apatia e l’odio siano malattie difficili da combattere, cancri con radici profonde e spesse che pervadono i corpi di un numero eccessivo di persone. Così, la settimana scorsa almeno 200 persone sono morte in mare, affogate tra – e a causa di – l’indifferenza della gente. Solamente nella notte fra venerdì e sabato 111 persone hanno lasciato il nostro pianeta, donne e uomini che avevano sogni e speranze, ma soprattutto un’immensa voglia di salvezza.

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