Esperimenti di democrazia elettronica

I vantaggi del voto elettronico via web sono di facile individuazione, le esperienze pregresse in tale ambito inducono tuttavia a nutrire serie e fondate preoccupazioni sulla sicurezza dei mezzi ad oggi a nostra disposizione, è possibile arrivare a temere sia una vera e propria minaccia per la democrazia rappresentativa?

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M5S: un movimento senza iscritti

Il Movimento Cinque Stelle è da tempo ad un muro contro muro con l'Associazione Rousseau, vera struttura ormanizzativa su cui poggia il partito. Lo scontro con Davide Casaleggio ha fatto scendere il primo partito in Parlamento nel caos e non si prospettano all'orizzonte facili soluzioni.

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Dalla Russia con amore

Il caso Biot, definito dagli inquirenti “né isolato, né sporadico”, è solo una delle ultime manifestazioni dei rapporti torbidi e delle dinamiche ambigue che legano il nostro Paese alla Russia. Negli anni la politica italiana ha avuto diversi cambi di rotta su molte questioni, ma non su questa: dai finanziamenti al PCI, al disinibito fascino berlusconiano per ciò che avveniva nel “lettone di Putin”, passando dal sinistro possibilismo di Prodi e Cacciari, fino a giungere alle ultime grottesche missioni in terra russa della compagine populista M5s-Lega-FDI culminate in colloqui con figure chiave del Russiagate. Il file rouge che collega questi avvenimenti? Un lungo corteggiamento. Con questo articolo abbiamo provato ad accompagnarvi nella storia delle avance “Dalla Russia con amore”.

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Il populismo

Un perverso complesso di aspirazioni frustrate e ideali inespressi, calato in un tessuto sociale che anno dopo anno si impoverisce intellettivamente vuoi perché avvelenato dalla retorica, antico retaggio e nemico, vuoi perché abbandonato da coloro che, pur avendo grandi potenzialità, legittimamente non ci tengono a farsi il sangue amaro. Ecco spiegata dunque la genesi del fenomeno più comunemente detto populismo.

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Tempo di nomine

Come d’abitudine, a circa mezzo anno dalle elezioni comunali iniziano ad arrivare le prime indiscrezioni, tra nomine e rinunce. Attualmente, le città sotto il mirino del dibattito pubblico sono Roma e Torino, per ora entrambe in mano ai 5 Stelle. L’importanza del vincere in città così grandi si riflette nelle varie sedi dei partiti, soprattutto in quelli di una sinistra lacerata che cerca affanatamente di recuperare il consenso perso. L’appuntamento elettorale di tarda primavera sarà il vero banco di prova per attestarsi nuovamente o, al contrario, sprofondare ancora di più.

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Lasciati soli

“Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”. Così scriveva Antonio Gramsci nel 1917 in uno dei suoi scritti più celebri. In questo pamphlet, riesce a mettere in chiaro come l’indifferenza, l’apatia e l’odio siano malattie difficili da combattere, cancri con radici profonde e spesse che pervadono i corpi di un numero eccessivo di persone. Così, la settimana scorsa almeno 200 persone sono morte in mare, affogate tra – e a causa di – l’indifferenza della gente. Solamente nella notte fra venerdì e sabato 111 persone hanno lasciato il nostro pianeta, donne e uomini che avevano sogni e speranze, ma soprattutto un’immensa voglia di salvezza.

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CALCOLI MORALI

Da sempre un popolo di commercianti ed artigiani, sopratutto in questa occasione gli italiani si sono appassionati al dibattito parlando in cifre. Fin da subito la proposta di riforma costituzionale avanzata dal MoVimento 5 Stelle si è inserita nella lotta alla casta, nella lotta per il giusto e contro lo spreco e dunque questa riforma è stata presentata innanzitutto come un beneficio economico, poi burocratico.

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Un referendum dal color “giallo stella”

Il 20 e 21 settembre gli italiani saranno chiamati a decidere sulla conferma o meno della legge costituzionale sul taglio dei parlamentari. Se vincesse il “Sì” il numero dei parlamentari verrà ridotto a 600, portando la Camera dei deputati a 400 “colletti bianchi” e il Senato a 200; in caso di vittoria del “No” prevarrà lo status quo e non vi sarà alcun cambiamento negli assetti istituzionali. Quindi, è facilmente deducibile che la portata di una riforma del genere sia travolgente e che essa, in caso di conferma, possa sconvolgere enormemente il concetto di rappresentanza a cui siamo ormai abituati. Allora io mi chiedo: perché a una riforma costituzionale, soprattutto se così importante, deve essere attribuita una valenza quasi esclusivamente politica?

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