Guarda mamma, come Trump

Ormai, il Brasile è il più grande focolaio di Covid-19 nel mondo. Con quasi 13 milioni di casi, più di 300000 morti e un ritmo di 4000 morti giornaliere la popolazione è in ginocchio. Lo Stato più esteso del Sud-America sta affrontando una crisi senza precedenti, resa ancora più impossibile da contenere a causa della disastrosa gestione, o per meglio dire mancanza di qualsiasi forma di gestione, da parte del leader del Paese Jair Bolsonaro.

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Nessuna Bandiera

Oggi si è raggiunto il momento più basso nella storia dello sport italiano. Mercoledì 27 Gennaio, infatti, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) potrebbe decidere - a meno di decreti dell'ultim'ora…

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Femminicidio: i numeri del 2020

Degli ultimi vent’anni, quello appena passato è stato forse il peggiore mai vissuto. Vale anche per il delicato tema del “femminicidio”. Nel 2020 è stata registrata la percentuale più alta dagli anni 2000: il 40,6 % degli omicidi totali, nonostante il numero assoluto sia inferiore a quello del 2019. A determinare i numeri, apparentemente in trend negativo, la situazione che abbiamo vissuto (e stiamo vivendo), in cui i contatti sociali sono stati notevolmente ridotti.

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Nord Stream 2: tra ambiguità e giochi diplomatici

La Germania, che si è incaricata delle cure di Navalny, ora ricoverato a Berlino ed uscito di recente dal coma, ha minacciato la Russia di interrompere i lavori del Nord Stream 2, proprio nel momento in cui manca da concludere solo il 5% dei lavori. Ma cos'è Nord Stream 2? Per comprendere il progetto russo-tedesco tanto temuto da USA ed Est Europa bisogna tornare al 2011, quando venne inaugurato Nord Stream, gasdotto che collega la russa Vyborg, vicina al confine finlandese, con la città portuale di Greifswald, nel nord-est della Germania. Oltre 1200 km di gasdotto a due linee, capacità massima di 55 miliardi metri cubi all'anno di gas naturale, secondo il sito di Gazprom, energia sufficiente a rifornire 25 milioni di abitazioni. Un capolavoro di ingegneria e di economia. La società che ha gestito la realizzazione e controlla oggi il gasdotto, è chiamata Nord Stream AG (Gazprom ne controlla il 51%, le tedesche BASF ed E.ON ciascuna il 15,5%, la francese Engie ed una società olandese possiedono entrambe il 9%) e gli interessi della Germania sono talmente radicati che il presidente del consiglio di amministrazione è l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder. Così, sperimentati i vantaggi dei progetti energetici con la Russia, nel 2018 sono iniziati i lavori per Nord Stream 2, il raddoppio del gasdotto. Questo significa che la capacità massima dei due complessi diventa di 110 mldc/a (numero non raggiungibile perché l'Europa ha comunque imposto dei limiti). Ma è con Nord Stream 2 che si dimostrano le ambiguità ed i doppi giochi della politica europea.

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