Dopo le ingenti sanzioni da parte di diverse nazioni nei confronti della Russia e successivamente al blocco della produzione nel paese di alcune tra le compagnie più influenti al mondo, tra cui Ford, Ikea, Nike e molte altre, anche la fetta più facoltosa della popolazione ha dato inizio al suo esodo.

Se negli ultimi mesi abbiamo assistito alle ambigue scomparse di numerosi oligarchi russi e delle loro famiglie, durante le più recenti settimane si è fatta strada la notizia di una vera e propria “emorragia di milionari” come ha affermato Andrew Amoils, referente per la raccolta dati sull’emigrazione per Henley & Partners (leader mondiale nella consulenza per la cittadinanza e la residenza globale). Perciò, a distanza di mesi il peso delle sanzioni inflitte alla Federazione russa sta iniziando a lasciare il segno, soprattutto tra coloro che appartengono agli alti ranghi dell’amministrazione e alla grande imprenditoria russa.

Negli ultimi decenni questo trend aveva registrato un andamento crescente all’interno della nazione russa e dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina ha riscontrato un’importante impennata. Secondo le stime del Guardian, la cifra dei super ricchi che lasceranno il paese entro il 2022 si attesta intorno ai 15.000 e le nuove mete più gettonate sono le cosiddette “tre M”: Malta, Mauritius e Monaco.

Credits: Business Insider

Alla ricerca del paradiso fiscale

Non è certo un segreto che i grandi magnati e, più in generale, i cittadini più abbienti ricerchino paradisi fiscali per proteggere i loro capitali. Dopo l’espulsione di alcune banche russe dalla piattaforma finanziaria SWIFT e il congelamento di parte delle riserve internazionali, numerosi milionari sono corsi ai ripari cercando un rifugio estero per i loro beni.

Mentre l’abilità di attrarre nuovi investimenti da parte di metropoli come New York sta riscontrando una brusca decelerata, le principali mete per le maggiori élite mondiali sono da sempre le Isole Cayman e le Bahamas, ricercate per il loro elevatissimo livello di segretezza e la minima o addirittura nulla tassazione su beni e depositi.

Tuttavia, recentemente nuove località hanno iniziato ad attirare i super ricchi, come Singapore, Emirati Arabi Uniti e le “tre M”. Alcuni di questi luoghi offrono notevoli vantaggi fiscali e non solo: dall’assenza di tasse sulle proprietà o sul reddito al rapido ottenimento della cittadinanza. In particolar modo, città come Dubai hanno riscontrato un vero e proprio tsunami di milionari e miliardari russi, i quali si sono rifugiati dove il loro denaro viene ancora accolto ben volentieri, grazie alle attenzioni che la Russia ha riservato per le relazioni economiche e diplomatiche con gli Emirati Arabi Uniti negli ultimi decenni.

Credits: Tag43

La profezia

Storicamente il collasso delle grandi nazioni è preceduto da un’accelerazione dell’emigrazione di coloro che hanno più soldi

Andrew Amolis

In accordo con quanto detto, Misha Glenny, giornalista e reporter che ha contribuito all’analisi redatta da Henley & Partners, ha affermato che, ancora prima dell’avvento delle sanzioni occidentali, si stava già verificando un imponente outflow di capitali dalla Russia, dovuto al “capriccioso modo di governare del presidente Vladimir Putin”. Di tutt’altro avviso è il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale ha risposto minimizzando quanto sta avvenendo tra le figure più facoltose e smentendo i dati divulgati dalla società londinese.

Perciò, quest’ondata di emigrazione di plurimilionari e dei rispettivi capitali dalla Russia dovrebbe fungere da campanello d’allarme per l’amministrazione dello zar, segnale di un’effettiva efficacia delle sanzioni degli scorsi mesi e di una crisi che, a quanto pare, è più profonda e persistente di quanto ci aspettiamo

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