La notizia del giorno, che ha travolto il web ieri pomeriggio, è la seguente: il Vaticano ha richiesto la modifica del ddl Zan in quanto violerebbe il Concordato Stato-Chiesa. Ora, non mi soffermo su cosa sia questo concordato in quanto in molti hanno scritto già a riguardo, ma vorrei soffermarmi su qualche altro punto.

Ingerenza inaccettabile

Partiamo dalle questioni diplomatiche: una tale ingerenza non può essere ammissibile. La volontà di uno Stato di intervenire su una legge nazionale – che peraltro non viola alcun diritto umano, anzi – è inaccettabile, ancor più se questo Stato è un inquilino “speciale” che gode di fin troppe concessioni nel Bel Paese. Insomma, un ospite sempre meno gradito dalla popolazione.

Molti oppositori della proposta di legge hanno cercato di screditare questa argomentazione tirando in ballo la dichiarazione congiunta di alcuni Stati membri dell’UE per condannare le leggi anti-LGBTQIA approvate in Ungheria, persone ovviamente carenti di nozioni di diritto internazionale e comunitario – oppure, ancora più probabile, in malafede. Spiegato in maniera più semplice possibile, esiste dal 2009 la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, un elenco di diritti cui tutti gli Stati membri dell’UE sono tenuti a rispettare, e l’Ungheria la sta violando.

Dunque, la difesa esasperata di alcuni partiti (non li nomino neanche, sapete già di chi parlo) della richiesta della Chiesa risulta essere l’ennesima arrampicata sugli specchi per portare avanti le proprie battaglie contro i mulini a vento. Battaglie che continuano a svolgersi tramite fake news e allarmismi vari, di cui il plurinominato Pillon si fa primo portavoce.

La richiesta della Curia

Passando nello specifico della richiesta, il passaggio “incriminato” dalla Curia sarebbe quello che istituisce la giornata nazionale contro l’omo-transfobia e che introduce la sensibilizzazione nelle scuole delle tematiche inerenti alle questioni di genere e di orientamento sessuale. Questo, secondo il Vaticano, limiterebbe la loro libertà di espressione e di pensiero.

(credits: RomaToday)

Faccio qui un appello ai cardinali e a tutto il “personale” ecclesiastico: nessuno vi sta togliendo il diritto di essere retrogradi e omo-transfobici, che voi tanto rivendicate. Potrete continuare ad esserlo – e continuerete ad essere attaccati per questo – però senza minacciare o istigare la violenza contro le vostre vittime preferite.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, qui abbiamo spiegato brevemente cosa comporterebbe il ddl Zan.

Contro-proposta

Mi sento, quindi, di fare io una bella richiesta: di eliminare qualsiasi forma di ingerenza della Chiesa nelle nostre istituzioni. Solo che la mia richiesta poggia la sua autorevolezza Slla gerarchia delle fonti del diritto nazionale, chiedendo allo Stato di applicare la nostra Costituzione – che ha la primazia, eccezion fatta per alcuni tipi di legislazione europea -, nello specifico l’articolo 7:

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

Art. 7, comma 1

Certo, è vero che l’articolo prosegue evidenziando come “I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi”, ma se lo Stato italiano è laico (come si evince dalla carta costituzionale) sono necessari dei cambi drastici. E, rigirando la richiesta della Curia in merito alla modifica del ddl Zan, propongo l’abolizione (o la modifica drastica) dell’ora di religione nelle scuole di qualsiasi ordine e grado. Mi spiego meglio.

Premetto che parlo da ateo. Tuttavia, ritengo affascinante il mondo delle confessioni in quanto sono lo specchio dell’evoluzione delle società in cui esse sono maggiormente diffuse. Dunque, tramite la comprensione delle religioni, si può apprendere molto della cultura di diversi Stati. Ed è per questo penso che l’insegnamento delle varie religioni a scuola sia importante: ma ciò non avviene.

Una necessità per progredire

Infatti, quello che realmente accade all’interno delle scuole è un vero e proprio indottrinamento cattolico. Le strade sono due: l’ora settimanale di religione viene resa tale, cioè di religione in senso generale e coi fini sopraccitati; oppure deve essere completamente eliminata. Entrambe le soluzioni sono coerenti con ciò che esprimono gli articoli 7 e 8 – quest’ultimo riguarda la libertà di culto e la promozione del pluralismo religioso. E, accanto a questa scelta, vanno eliminate tutte le forme di iconografia cattolica dalle scuole, come i crocifissi.

In un Paese che si definisce secolarizzato, la compenetrazione di politica e religione è semplicemente disgustosa. Sia chiaro: non voglio impedire a nessuno di professare la propria fede, qualsiasi essa sia. Tuttavia, le decisioni di uno Stato laico non devono essere prese su giustificazioni di tipo teologico, come fanno certi politici che amano baciare i rosari.

Quindi, “cara” Chiesa, facci un favore: fatti gli affari tuoi e pensa al tuo giardino, che di problemi ne hai fin troppi.

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Di Andrea Miniutti

Sono Andrea Miniutti, ho 21 anni e sono laureato in Studi Internazionali presso l’Università di Trento. Sono il direttore e co-fondatorer di Fast, mi occupo di politica (principalmente italiana) e temi inerenti a mafia e stragismo. Sono un grandissimo polemico.

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