Quali sono le novità questa fase sportiva

Una settimana che regala sempre storie emozionanti, sfide tra grandi campioni, record e sorprese.

Una settimana in cui i campionati si fermano e salgono alla ribalta le Nazionali.

Una settimana, come quella che si è conclusa ieri, che non ha tradito le attese dal punto di vista sportivo (da quello umano sì) e ha lasciato dietro di sé alcuni spunti di riflessione.

Una settimana che nonostante ciò viene sempre accolta con un certo malumore dai tifosi, interessanti soltanto delle partite tra squadre di club, alle lotte scudetto o alla vittoria nella giornata del Fantacalcio. 

Note stonate

Le prime Nazionali a scendere in campo sono state Italia e Spagna che si sono affrontate a San Siro nella semifinale di Nations League. Lo spettacolo in campo non è sicuramente mancato, tuttavia anche i tifosi italiani presenti allo stadio hanno avuto modo loro malgrado di trovarsi al centro dei dibattiti post-partita.

Non sono di certo sfuggiti i fischi che hanno accolto il portiere azzurro Gianluigi Donnarumma nel giorno del suo ritorno a Milano dopo l’addio al Milan giunto in estate, direzione Parigi e ricchi compensi. Se sul comportamento tenuto dall’estremo difensore nei confronti del club che l’ha cresciuto e l’ha lanciato in Serie A si può discutere, è inaccettabile il benvenuto offerto a Gigio.
Donnarumma, è bene ribadirlo, è tornato a calpestare l’erba della “Scala del calcio” vestendo non la casacca del PSG, ma quella della Nazionale.
La stessa casacca con cui in tre mesi fa aveva mandato in estasi milioni di persone che lo osannavano nelle piazze di tutto lo Stivale dopo aver parato il rigore decisivo nella finale contro l’Inghilterra.
Ma evidentemente chi a Milano fischiava deve aver rimosso dalla propria memoria la notte dell’11 luglio…

Cosa non abbiamo imparato

La notte dell’11 luglio se la è dimenticata anche chi ha disturbato, fino all’intervento e agli applausi di capitan Bonucci, il momento dell’esecuzione dell’inno spagnolo. Un atto ignobile che tuttavia quando era avvenuto in Inghilterra non avevamo tardato a criticare duramente, salvo poi ripeterlo in egual modo.

Episodi negativi che hanno coinvolto il pubblico si sono verificati anche in Albania, dove al gol del vantaggio della Polonia, è partita dalle tribune una vera e propria pioggia di bottigliette che hanno costretto l’arbitro a sospendere la partita per oltre 20 minuti e in Inghilterra dove i  “tifosi” ungheresi si sono resi protagonisti di scontri con le forze dell’ordine e gli steward, e di cori razzisti (problema che affligge il mondo calcistico da più lati come ricordiamo in questa vicenda), come già avvenuto nella gara d’andata

Si pensava e ci si augurava che la riapertura degli stadi potesse essere un positivo segnale di ripartenza e che la presenza dei tifosi all’interno degli impianti sportivi tornasse a garantire alle partite quell’atmosfera quasi magica, tanto mancata in quest’anno e mezzo. Ma a quanto pare c’è ancora molto da lavorare.

Generazione Z

Dai terreni di gioco, per quanto riguarda questa partita dal fronte iberico, sono invece arrivate le note più liete. A prescindere dal colore della maglia è stato uno spettacolo ammirare la classe, l’eleganza e l’intelligenza tattica di Gavi, centrocampista spagnolo classe 2004 (17 anni), che all’esordio con la Roja in uno stadio come San Siro, ha orchestrato alla perfezione le trame di gioco delle Furie Rosse.
Gavi non è stato però l’unico millennial a brillare in questa finestra dedicata alle Nazionali.

Gavi, giocatore più giovane a debuttare con la Nazionale spagnola. Crediti: Fanpage

A fargli compagnia e a recitare un ruolo da protagonisti nelle gare di qualificazione al Mondiale del 2022 troviamo i già affermati Vlahovic (2000), Sancho (2000) e Hlozek (2002) a segno per Serbia, Inghilterra e Repubblica Ceca e i meno conosciuti Buksa (2003) a bersaglio nel match tra Polonia e San Marino il classe 2001 georgiano Davitashvili autore della marcatura decisiva contro il Kosovo e il suo coetaneo Broja che ha regalato il successo all’Albania di Edy Reja nel derby tra allenatori italiani con l’Ungheria guidata da Marco Rossi.

Nomi che è meglio segnarsi sul taccuino, perché ne sentiremo parlare ancora a lungo e che avranno il compito di far appassionare al gioco del calcio nuove generazioni di giovani.

Numeri e curiosità

Spazio qui alle divise biancorosse di Polonia, Danimarca e Inghilterra.

Sabato 9 ha disputato infatti la sua ultima partita con la Nazionale polacca il portiere Lukasz Fabianski. Fin qui nulla di interessante senonché l’estremo difensore, alla presenza numero 57, è stato sostituito proprio al minuto 57 dall’allenatore Paulo Sousa che gli ha regalato in questo modo la standing ovation del pubblico e gli applausi di compagni e avversari.

Lukasz Fabianski, estremo difensore polacco. Crediti: PZPN

Nella stessa serata il capitano danese Simon Kjaer ha preso parte al 4-0 con cui la propria Nazionale ha superato la Moldova segnando la sua prima rete in carriera su calcio di rigore alla presenza numero 588.

Da segnalare anche l’ottima direzione di gara di Kateryna Monzul che ha gestito con carisma e sicurezza la sfida tra i vice-campioni d’Europa e Andorra, seconda esperienza a livello di nazionali maschili dopo l’esordio in San Marino-Gibilterra avvenuto a novembre 2020.
Andorra che nella sfida contro San Marino di martedì ha firmato la vittoria con più gol di scarto della propria storia superando la Nazionale del Titano per 3-0.

In ultima battuta è corretto inoltre riportare, per onore di cronaca, le vittorie di Germania e Danimarca che hanno permesso a teutonici e scandinavi di essere le prime formazioni europee a staccare il biglietto per Qatar 2022 con due turni d’anticipo.

Appuntamento dunque a metà novembre con la speranza che la tanto criticata “pausa nazionali“ continui a regalare storie ricche di fascino provenienti dagli angoli più remoti dell’Europa e che il pubblico torni ad essere protagonista e non, come accaduto anche in questa settimana, un antagonista.

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