Pagellona: 7 – 13 giugno

Benvenuti ad una nuova puntata del pagellone! Oggi parleremo di 3 pere, di un paraculo e di quanto il giornalismo italiano faccia schifo.

Europei: 3-0 

Con giusto un annetto di ritardo, è iniziato l’unico avvenimento che ci riunisce come popolo, e non è la campagna vaccinale: l’11 giugno, infatti, ci siamo ritrovati tutti a casa dell’amico con lo schermo più grande, tranquilli di poter finalmente guardare una partita intera senza doversi sentire dei criminali per infrangere il coprifuoco – che, dove ancora in vigore, è comunque a mezzanotte.

Foto di Reuters via La Repubblica

Ha aperto le danze una gara perfetta degli Azzurri che, all’Olimpico, hanno ripreso un po’ la linea dura di Draghi contro Erdogan, facendoli tornare con la coda tra le gambe a Costantinopoli. E, volendo riprendere la metafora politica, se Mancini è il premier di questa squadra, Chiellini si riconferma Ministro della Difesa, Spinazzola (migliore in campo) dei Trasporti (un motorino sulla fascia) e Insigne Ministro del #TIRAGGIR.

Campagne elettorali: ah no?

Noi ci proviamo a non parlare del capitano ad ogni pagella, il problema è che puntualmente ogni settimana ci dona una nuova perla che sinceramente è troppo ghiotta per non essere discussa. Se ve lo foste persi, il 6 giugno il Matteone ha dichiarato a “Mezz’ora in più” di non avere mai fatto campagna elettorale contro gli immigrati: insomma, è come se Papa Francesco oggi dicesse di essere sempre stato ateo e di non aver mai tenuto messa. Poco credibile no? Infatti.

Tutto questo poco prima di discutere della legge Brusca sui pentiti di mafia, consigliando di dare semplicemente una cella migliore a chi si pente, che sarà sicuramente molto più incentivato ad aprirsi con le autorità! 

AstraZeneca: ancora tu?

Ultimamente si sentiva parlare di AstraZeneca in maniera positiva – per la prima volta in un anno e passa – perché grazie anche a questo vaccino la campagna vaccinale poteva permettersi di viaggiare a ritmi spediti. Ovviamente, la pace tra i media e Vaxzevria è saltata come il tappo di una bottiglia di prosecco quando venerdì una ragazza di 18 anni è morta di trombosi in seguito alla somministrazione del suddetto vaccino, dose somministrata ad un open-day vaccinale.

Ansa afferma che la ragazza soffrisse in realtà di una malattia autoimmune, piastrinopenia autoimmune (ITP) ma, guarda caso, nessuno si è più interessato alla vicenda se non per sciacallaggio mediatico. Noi ci stringiamo intorno alla famiglia, che ha dimostrato grandissima forza di volontà e senso civico negli ultimi giorni.

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Andrea Miniutti

Sono Andrea Miniutti, ho 20 anni e frequento il terzo anno di Studi Internazionali presso l’Università di Trento. Insieme ad Alex ho creato Fast nel settembre 2019, mi occupo di scrivere articoli di politica (principalmente italiana) e su temi inerenti a mafia e stragismo, sono portavoce di Fast nel “Polemica podcast”, gestisco la parte social del progetto e curo il sito internet.

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