21 marzo 2006, Jack Dorsey, fondatore di una delle piattaforme social più conosciute di sempre, lanciò il primo tweet della storiajust setting up my twttr (“solo per configurare il mio twttr”). Nonostante la popolarità del social network sopraggiunse soltanto l’anno successivo, l’impatto e la trasformazione che impresse nella vita di milioni di persone e nel concetto di comunicazione lasciarono un’impronta indelebile.

Credits: Twitter

Un record da 44 miliardi

Inizialmente il servizio di microblogging si rifaceva ai primi SMS e alla loro brevità, imponendo a sua volta il limite di 140 caratteri per tweet. Un imponente accelerata per la cosiddetta “fast communication”, che il 25 aprile ha permesso ad Elon Musk di rendere noto l’accordo definitivo con il consiglio amministrativo della piattaforma.

Nonostante la trattativa fosse iniziata in salita e con un deciso rifiuto nell’accettare la prima proposta del fondatore di Tesla e SpaceX, alla fine la società ha concluso l’affare per 54,20 dollari ad azione, ovvero 44 miliardi di dollari. Un record nel campo della compravendita dei social network, superando di gran lunga competitors come Facebook ed Instagram. In questo modo l’intera azienda diventerebbe totalmente di proprietà dell’imprenditore sudafricano e verrebbe quindi sottratta all’azionariato pubblico.

A questo proposito si è espresso anche Jack Dorsey, appoggiando positivamente l’acquisizione. Secondo il fondatore, Musk potrebbe riportare Twitter alla sua natura originaria, ovvero un luogo di dibattito e confronto aperto al pubblico e non uno strumento nelle mani di Wall Street.

“La libertà di parola è il fondamento di una democrazia sana e Twitter è la piazza della città digitale in cui si dibattono questioni vitali per il futuro dell’umanità”

Elon Musk

Non solo una questione finanziaria

L’uomo più ricco al mondo è riuscito quindi a colonizzare anche l’universo dei media e ha dichiarato di voler dare un nuovo significato e volto al social network, incominciando direttamente dalle sue fondamenta.

Termini come “free speech” e “democracy” hanno definito le intenzioni del nuovo proprietario. Infatti, quest’ultimo si è dipinto come paladino della libertà d’espressione, preferendo per la piattaforma un confronto diretto, spesso anche brutale, alla moderazione e alla censura. Inoltre, Twitter sta già lavorando ad inserire la tanto desiderata opzione “modifica”, dando così la possibilità di rivedere e correggere un messaggio già pubblicato.

Diversi giornalisti hanno a loro volta constatato che, quella del patron di Tesla, è stata una mossa politica più che economica, con l’obbiettivo di migliorare il colosso tecnologico, da tempo piazza influente del dibattito pubblico (specialmente negli USA).

Tuttavia, sorge il dubbio se la scelta sia davvero vantaggiosa per Musk, dato che le azioni di Tesla hanno sofferto un brusco calo dopo la notizia dell’acquisizione (-16%) e non pochi dubbi sono sorti circa il suo progetto rivoluzionario.

Credits: HDblog

Tra elogi e scetticismo

Se da un lato il progetto del CEO è stato accolto favorevolmente come primo passo verso un’effettiva interazione democratica, d’altra parte molti temono che questa decantata possibilità possa aprire definitivamente le porte al dilagare della disinformazione e del cosiddetto “hate speech.

In aggiunta, la garanzia di una maggiore trasparenza non riguarderebbe soltanto la società stessa, ma richiederebbe agli account di autoidentificarsi per accertare la presenza di una persona fisica, fornendo così dati sensibili al social media.

Perciò, dobbiamo chiederci se la concentrazione di tante informazioni nelle mani di un uomo solo non rischi di mettere in discussione l’ideologia del progetto stesso e di minacciare la privacy degli utenti.

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