Minneapolis – la storia si ripete

Trascorsi undici mesi dall’omicidio di George Floyd, la storia si ripete. Le immagini che riprendevano l’afroamericano ucciso dall’ex agente Derek Chauvin – ancora sotto processo –  hanno sconvolto il mondo, sollevando un enorme polverone mediatico.

La polemica sembrava essersi stoppata ma è divampata nuovamente.

La vittima è un ventenne, Daunte Wright, che era in auto con la fidanzata quando è stato fermato dall’agente. Secondo le ricostruzioni della polizia, il ragazzo aveva un mandato d’arresto pendente e avrebbe provato a rientrare nel veicolo per fuggire mentre gli agenti tentavano di arrestarlo: a quel punto, una poliziotta avrebbe fatto fuoco. 

La famiglia di Daunte Wright (foto di J. Blue per il New York Times)

L’auto del giovane, priva di controllo, si è schiantata contro un altro veicolo, provocando la morte del ragazzo. Sul luogo del delitto si è subito radunata una folla, fra cui la madre della vittima.

Stessa storia, stessa conseguenza: proteste dei BLM

La reazione da parte dei civili non è tardata ad arrivare e la folla si è spostata davanti al dipartimento di polizia: centinaia di persone si sono scontrate con gli agenti in tenuta antisommossa, che hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla. Sul luogo è arrivata anche la guardia nazionale del Minnesota – già impegnata in città per il processo Chauvin. Gli scontri sono proseguiti fino a l’1 di notte. 

Nel frattempo, il sindaco aveva imposto il coprifuoco in città fino alle 6 del mattino, mentre il presidente Joe Biden ha invitato i manifestanti a reagire pacificamente.

L’indagata, Kimberly Potter, 26 anni di carriera, viene definita dal capo della polizia come un’eccellente poliziotta con molta esperienza, che ha commesso un “tragico errore” dovuto ad una “distrazione” scambiando erroneamente la pistola con il teaser. 

Nei video, però, l’agente sembrava consapevole di ciò che stesse compiendo, e per questo motivo è stata inizialmente sospesa dall’incarico ed incriminata con l’accusa di omicidio di secondo grado prima di essere stata scarcerata su cauzione di centomila dollari.

Quest’ultimo evento ha provocato forte indignazione e si teme possa avere forti ripercussioni, viste soprattutto le ultime tragiche vicende che hanno coinvolto la città di Minneapolis.

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