La regina di Roma nord sbarca su Netflix. Dopo Edoardo Ferrario, Francesco De Carlo e Saverio Raimondo, anche Michela Giraud ha l’onore di avere uno special sulla piattaforma che chiede gentilmente se stai ancora guardando. Con La verità, lo giuro!, la stand-up comedian romana aggiunge un importante tassello ad una carriera in crescendo per esperienze e fama.

Giraud si presenta

Il suo nuovo spettacolo è incentrato principalmente su di lei, sulla sua vita d’infanzia, sulle sue forze e fragilità; Giraud riesce a normalizzare le sofferenze passate con efficace autoironia, oltre a giocare con i concetti di self-confidence, body positivity e accettazione. C’è poi spazio per scherzare sul rapporto con la sorella, affetta da un disturbo dello spettro autistico, ed è lodevole la volontà di affrontare in chiave comica un tema di cui è sempre utile parlare e che in Italia non gode di molta sensibilizzazione.

Credits: Io Donna

Entrambi hanno un ruolo

Al di là di alcune battute ben riuscite, chi scrive ha trovato lo spettacolo in generale poco divertente, vedendo deluse delle aspettative che forse erano troppo alte in partenza, e potreste pensare, che ci importa della tua opinione? Legittimo, ma ciò è l’occasione per riflettere su quanto la comicità sia una questione di gusti, posto che esiste sia una componente soggettiva di apprezzamento che una oggettiva di bravura tecnica, come in tutte le forme d’arte. Ma soprattutto ha portato il sottoscritto a chiedersi, “Sono io il pubblico di riferimento di questo spettacolo, o è uno più generalista?”; nel secondo caso potrebbe spiegarsi perché la visione ha regalato poche risate.

Credits: Eco di Sicilia

Questo perché a volte un certo tipo di pubblico, principalmente giovane, tende a giudicare con l’inutile supponenza di chi “pretende” un contenuto fatto su misura per i propri gusti, cadendo nello snobismo derivante dall’essere (o credere di essere) gli unici svezzati a certi argomenti. D’altronde, tra chi segue la stand-up si nota a volte l’infantile tendenza a lamentarsi del fatto che un comico stimato non sia riuscito o non abbia voluto performare qualcosa di trasgressivo ed irriverente, che qui bisogna fare la “rivoluzione”; tendenza, che sia chiaro, capita caratterizzi anche l’autore dell’articolo.

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