M5S: un movimento senza iscritti

Al momento dei Cinque Stelle non sembra rimanere poi molto. Come il primo partito italiano sia giunto alla condizione attuale è una lunga storia, iniziata forse nel momento stesso della sua fondazione quando Beppe Grillo decise di affidare le proprie risorse retoriche e politiche all’amico Gian Roberto Casaleggio, dando così vita alla prima “azienda partito” nel nostro paese.

(Fonte: Urbanpost.it)

L’Associazione Rousseau ha fornito la struttura organizzativa, i mezzi comunicativi digitali e il know how su cui è stata poi costruita la fortuna politica del “simbolo” M5S. Lo statuto, un sistema organizzativo dalla leadership magmatica, la regola dei due mandati, sono stati i fili che hanno legato l’Azienda alla marionetta politica.

Lo Stallo

Ad oggi il Movimento non ha un organo statutario che può essere regolarmente eletto unicamente tramite Rousseau, come da statuto. Senza questo fondamentale passaggio il partito non dispone di una figura consona dal punto di vista legale che possa disporre dei dati degli iscritti.

Dal canto suo, l’associazione presieduta da Davide Casaleggio ha sospeso ogni sevizio fornito sino ad oggi al M5S (Blog delle Stelle compreso) a seguito del debito di circa €500.000 accumulato con i mancati versamenti che ogni parlamentare avrebbe dovuto corrispondere mensilmente a Rousseau.

L’ex premier Conte al momento gode del solo appoggio di Grillo, formalmente non ha alcun ruolo nel Partito al quale, tra l’altro, non è nemmeno iscritto e di cui non sembra godere di incondizionata fiducia.

Lo stallo così creato ha portato il tribunale di Cagliari ad affidare la responsabilità legale ad un curatore assegnato d’ufficio, almeno sino a quando non si sarà trovato un accordo tra le parti. 

Prospettive future

La situazione non pare avviarsi ad una facile soluzione e si potrebbe dover portare l’intera disputa nuovamente in tribunale. Inoltre, tutto fa presagire che Davide Casaleggio non si accontenterà di essere legittimamente rimborsato ma ha già fatto intendere di voler offrire know how e strutture organizzative ad altre piattaforme politiche, iniziativa questa che ha già trovato i primi aderenti (ndr Virginia Raggi) e che potrebbe dare la spallata finale a ciò che rimane di un partito ormai nel caos.

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