Come cambiano i tempi: le contese territoriali verificatesi in Europa centrale tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento a causa del carbone si risolsero soltanto con la condivisione di tale risorsa (la creazione della CECA nel 1951, appunto), considerata essenziale in ambito energetico e industriale nella società sorta dalla seconda rivoluzione industriale; ebbene, oggigiorno l’Europa ritiene che il carbone non sia più una risorsa adatta e che si debba quindi cessare di utilizzarla, preferendole delle soluzioni più sostenibili ambientalmente.

Ma cos’è il carbone? In natura è una roccia che contiene carbonio, formatasi dalla fossilizzazione di piante: in base alla quantità di carbonio si distingue – in modo basilare – tra diversi tipi di carbone (torba, lignite, litantrace, antracite), con diversa efficacia nella produzione energetica. Siccome deriva dai resti delle piante, il carbone si trova in zone con climi che nel Paleozoico (tra 500 e 250 milioni di anni fa) permisero la presenza di una folta vegetazione: le riserve di carbone si trovano soprattutto in USA, Cina, India, Australia e Russia.

Carbone = energia

Il carbone è ancora oggi la principale risorsa per la produzione di elettricità e tra le più utilizzate per la produzione di energia a livello globale (l’energia elettrica è soltanto una componente della produzione – e del consumo – totale di energia): la sua domanda è aumentata moltissimo a inizio secolo per via delle necessità della Cina, ma sta diminuendo negli ultimi anni. Secondo l’International Energy Agency, la Cina consuma il 56% del carbone mondiale, l’India l’11% e gli USA il 6%; l’UE ne consuma il 4% e questo dato è in costante calo.

Il carbone a livello globale è ancora molto importante anche nella produzione di elettricità, mentre in Europa ha già perso il suo primato in tale ambito, venendo sostituito dal gas naturale e dalle energie rinnovabili. Il carbone viene però anche usato in ambito industriale, infatti, trasformato in coke, viene impiegato nell’ambito metallurgico.

La transizione green in Europa

A fine 2019 l’UE ha lanciato il progetto European Green Deal, con l’obiettivo di aumentare la sostenibilità del continente, puntando sull’economia circolare e sulla riduzione delle emissioni di gas serra (a zero entro il 2050). I combustibili fossili – petrolio e gas naturale, oltre al carbone – sono le risorse che ne producono di più. Ci sono però ancora alcuni Stati per i quali il carbone è una risorsa importante, non solo a livello energetico ma anche a livello economico: per questi l’UE ha sviluppato il meccanismo Just Transition e messo a disposizione €150 miliardi; a queste risorse si possono poi aggiungere quelle previste dal Next Generation EU per la transizione energetica.

Coal production in the EU by country, 2018-2021
In azzurro: Germania; in blu: Polonia; in verde chiaro: Repubblica Ceca; in verde scuro: altro UE.
https://www.iea.org/data-and-statistics/charts/coal-production-in-the-european-union-by-country-2018-2021
Coal in Europe, 2019 – Una mappa interattiva delle centrali a carbone nel mondo: https://www.carbonbrief.org/mapped-worlds-coal-power-plants.

Secondo Eurostat, gli Stati europei che producono più carbone sono la Germania, la Polonia e la Repubblica Ceca: questi ultimi due sono rimasti gli unici produttori di antracite (o hard coal, in inglese) tra i membri dell’UE. Questi tre Stati sono anche i principali consumatori di carbone. La Germania ha dichiarato l’anno scorso che intende abbandonare completamente la produzione e l’utilizzo di carbone, però per riuscirci ci vorranno 18 anni (quindi fino al 2038), prevedendo spese totali per €40 miliardi. [New York Times]

Anche la Repubblica Ceca pianifica superare la sua dipendenza dal carbone entro lo stesso anno, progettando di sostituire tale risorsa con l’energia nucleare, oltre che con le rinnovabili. [Euractiv] La Polonia ha invece dichiarato che raggiungerà tale obiettivo nel 2049, ma il piano proposto viene criticato di essere troppo superficiale e inoltre pare che ci siano difficoltà politiche nel mettere in atto una vera transizione, visti gli alti costi che comporta e il peso dell’industria nel carbone nel contesto politico interno. [DW, Politico]

Piani per il futuro

Nonostante il carbone abbia ancora un ruolo importante nella produzione energetica europea, l’UE ha fermamente deciso che intende cessare di usarlo per via del suo impatto inquinante. La cessazione dell’utilizzo del carbone per la produzione di energia viene detta phase-out.

Coal’s share in power generation for selected EU countries, 2018
In azzurro: phase-out announced; in blu: phase-out under discussion; in verde: phase-out currently not under discussion.
https://www.iea.org/data-and-statistics/charts/coals-share-in-power-generation-for-selected-european-countries-2018

In conclusione di questa rapida analisi del settore, l’intenzione dell’Unione Europea di perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale passa inevitabilmente – ma non solo – per il superamento dell’utilizzo di carbone come risorsa per la produzione di energia e di elettricità, seppure sia stato così importante nei decenni scorsi per lo sviluppo economico della stessa Europa. Secondo l’IEA, i progetti europei non causeranno però la fine del carbone a livello globale, perché il mercato asiatico la riterrà una risorsa essenziale negli anni a venire.

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Di Alessio Piccoli

Mi chiamo Alessio Piccoli, ho 23 anni e vengo da un piccolo paese in provincia di Pordenone. Studio Scienze Politiche all'Università Cattolica di Milano ed è proprio di politica che mi occupo, interessandomi principalmente ai contesti italiano, europeo e statunitense. Tra le mie altre passioni ci sono la musica e gli sport, il calcio soprattutto.

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