Martedì 8 febbraio ’22 la Camera, in seconda lettura, ha approvato la proposta di legge per inserire all’interno del testo Costituzionale la tutela all’ambiente, alla biodiversità e agli ecosistemi. La modifica entra immediatamente in vigore senza necessità di un referendum confermativo, in quanto è stato raggiunto il quorum necessario dei due terzi sia alla Camera che al Senato (qui la proposta era già stata votata il 3 novembre scorso). Le modifiche toccheranno gli articoli 9 e 41 della Costituzione, inoltre è stata inserita anche la previsione di una riserva di legge statale che andrà a disciplinare le forme e i modi per la tutela degli animali.

La notizia è stata subito accolta con grande entusiasmo dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani  “Credo che oggi sia una giornata epocale, ne sono molto contento come cittadino e come proprietario di cani, gatti e pappagalli, assolutamente contento. Ma come Governo aggiungo che stiamo facendo uno sforzo enorme sul Pnrr, la transizione ecologica è un po’ questo: riuscire a fare una grande trasformazione che deceleri il riscaldamento, che freni certi eventi avversi a livello meteorologico, mantenendo la sostenibilità sociale”

Roberto Cingolani ministro della Transizione ecologica (Credits: greenMe)

Inoltre anche molte associazioni che da anni tutelano l’ambiente e le biodiversità si sono dette appagate da questa “svolta epocale”. Prime su tutte il WWF che attraverso una nota ufficiale ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto, “Il voto di oggi rappresenta un fatto storico. Finalmente la tutela dell’ambiente diventa un principio fondamentale della Repubblica a cui la legislazione futura si dovrà ispirare e a cui la legislazione passata si dovrà adeguare” queste le parole di Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia.

Ma vediamo più nel dettaglio le modifiche che saranno apportate al testo costituzionale.

La tutela ambientale come principio fondamentale

L’articolo 9 della Costituzione, fa parte di quei primi 12 articoli che vengono catalogati come “Principi Fondamentali”, l’aver inserito la tutela ambientale al loro interno dimostra come il nostro Stato intenda proteggere con ogni mezzo possibile l’ecosistema nazionale e non. L’articolo in esame costituisce la sede di alcuni beni e valori costituzionalmente rilevanti che interessano e definiscono il rapporto fra uomo e natura.

La modifica che è stata apportata prevede l’inserimento all’interno dell’articolo 9 di un ulteriore comma (terzo comma) che si andrà ad aggiungere ai due già esistenti. Il nuovo comma oltre a prevedere la tutela ambientale, riserva una competenza statale al fine di poter emanare norme volte alla protezione degli animali.

L’articolo che andrà a delinearsi sarà il seguente:

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali

(Credits: Studio Cataldi)

L’attività economica nel rispetto dell’ambiente

La seconda modifica è intervenuta nei confronti dell’articolo 41, il quale sancisce una sintesi tra la libertà di iniziativa economica e la necessità che questa non sia assoluta, ma tenga conto dei limiti di legge e venga esercitata in un’ottica solidaristica.

In quest’ottica oltre ad essere stata inserita la tutela ambientale è stata anche aggiunta la previsione che qualsiasi tipo di attività economica “non può recare danno alla salute”, previsione abbastanza ovvia ma che non era ancora presente nella carta costituzionale. Inoltre il divieto di recare danno alla salute e all’ambiente, può essere visto come la faccia della stessa medaglia, vivere in un ambiente poco salubre e inquinato ha ripercussioni anche sulla salute della collettività, per tale motivo è necessario che le attività economiche siano svolte nel rispetto di tali principi, già sanciti a livello Europeo dall’articolo 37 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

Il nuovo articolo 41 sarà il seguente:

“L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute e all’ambiente.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.”

Non è tutto oro quello che luccica

L’entusiasmo per il traguardo raggiunto è molto, ma non deve essere commesso l’errore di pensare di aver raggiunto il vero obiettivo, infatti la strada è ancora lunga e siamo solo all’inizio; l’aver inserito nella nostra Carta simili principi è un enorme upgrade rispetto al passato e un’opportunità gigante per il futuro.

Il problema climatico è una tematica seria e di grande attualità, gli effetti devastanti del riscaldamento globale si possono vedere e ora più che mai servono interventi e non parole; certo l’aver elevato a rango costituzionale la tutela ambientale è un gran bel passo in avanti, ma non basta, ora è necessario un enorme passo in avanti per attuare tutto quello che è stato detto a livello teorico. Ma per far ciò è fondamentale che vengano predisposte riforme, leggi, decreti attuativi, che consentano di mettere in pratica quanto di bello si sta facendo per vincere la sfida contro l’inquinamento.

Nulla deve essere lasciato al caso, tanti principi e belle parole sono inseriti all’interno della Costituzione italiana e molti di questi vengono constatatemene disattesi, per tale motivo è necessario procedere con cauto ottimismo dopo aver raggiunto un simile traguardo.

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