L’estate è arrivata e con questa calura anomala cresce la voglia del dolce far niente (oltre che l’angoscia per il surriscaldamento globale), per chi non può spiaggiarsi sotto l’ombrellone a fare le parole crociate o affittare una villa in campagna per oziare su un’amaca con un buon libro ecco una lista di film balneari che raccontano la nostra bella estate italiana.

1. Il sorpasso (1962) di Dino Risi

(Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignat. Credits: Wikipedia)

Uno dei più bei film estivi di sempre e in generale uno dei più bei film di sempre. In una Roma deserta e afosa un giovane e timido studente, Roberto, incontra per caso Bruno, un irresistibile perdigiorno che lo trascinerà in avventure e scorribande estive tra Roma e la Toscana. Oltre che essere una commedia brillante e divertente questo film è un preciso ritratto dell’Italia di quegli anni, Dino Risi mostra le due facce della società italiana del boom economico: quella cialtrona e furbesca di Bruno e quella per bene di Roberto, che è però molto attratto dalla bella vita e dagli agi del nuovo amico. Questo film non è una semplice commedia all’Italiana, non è un ritratto borghese “piccolo piccolo” che farebbe urlare “Ve lo meritate Alberto Sordi” a Nanni Moretti, i personaggi non sono stereotipati ma costruiti intelligentemente e per certi versi contradditori, si veda ad esempio l’onestà di Roberto ma al contempo l’attrazione per la vita scapestrata e senza regole di Bruno. E il finale, a detta di parte della critica, simbolico del destino di questa società, non fa altro che confermare lo status di questo film, che è molto più che una commedia.

2. Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974) di Lina Wertmüller  

(Giancarlo Giannini e Mariangela Melato. Credits: MyMovies)

Quando Nanni Moretti sentiva il nome di Lina Wertmuller in Io sono un autarchico vomitava verde, ma il successo e la popolarità di questa prolifica regista dagli altrettanto prolifici titoli di film non può essere messo in discussione. Il film racconta di un naufragio su un’isola deserta di una ricca borghese viziata e schifiltosa, interpretata da Mariangela Melato e un mozzo siciliano comunista e abbastanza ignorante, interpretato da un Giancarlo Giannini che come ben sappiamo parla tutti i dialetti d’Italia infatti mi dimentico sempre di dov’è veramente. Sull’isola i ruoli si invertiranno e la ricca borghese da padrona diventerà dominata e il povero mozzo si potrà vendicare della signora (poi ovviamente naserà una storia ma quello lo si capisce dal primo secondo). I personaggi sono sicuramente stereotipati e non particolarmente complessi ma l’interpretazione dei due protagonisti è stupenda e l’espediente del naufragio è sempre un motore interessante (da Robinson Crusoe a Selvaggi dei Vanzina).

3. Un sacco bello (1980) di Carlo Verdone

(Mario Brega e Carlo Verdone. Credits: Rolling Stone)

Iconico esordio alla regia di Carlo Verdone, la pellicola racconta il ferragosto romano di tre personaggi: Enzo, un coatto deciso a partire per un viaggio in Polonia ma che non trova dei compagni disposti a seguirlo, Leo: un ingenuo ragazzo che deve raggiungere la madre al mare ma si ritrova a fare da cicerone per Roma a una bella turista spagnola, e Ruggero, un figlio dei fiori che dopo mesi in una comune ritrova il padre (Mario Brega) che lo vuole convincere a tornare a casa. Questo film è da ridere dall’inizio alla fine, i personaggi di Verdone sono impareggiabili e Mario Brega è un monumento (indimenticabili le sue citazioni “So communista così” e “Senti ste olive! So’ greche”), ma oltre che essere una delle commedie più divertenti e famose del cinema italiano questo è anche un film post-sessantottesco, i personaggi sono certo macchiette ma pur stereotipandoli Verdone riesce a mettere in scena dei conflitti tipici della società postsessantottesca come quello dell’hippie con il padre padrone. Ma al di là di ciò Un sacco bello è uno di quei film che bisogna vedere almeno una volta nella vita, anche se poi non sarà mai solo una.

4. Sapore di mare (1983) dei fratelli Vanzina

(Giorgia Fiorio, Paolo Baroni, Angelo Maggi, Angelo Cannavacciuolo, Marina Suma, Isabella Ferrari e Gianni Ansaldi. Credits: Everyeye Cinema)

È il racconto, ambientato negli anni ’60, delle vacanze in Versilia di alcuni adolescenti alle prese con i primi amori, trama a dir poco banale ma atmosfere e colonne sonore che fanno sognare i nostalgici del boom economico e delle prime vacanze al mare, con gli ombrelloni a righe e i primi bikini. Gli attori, ad eccezione di Virna Lisi, sono tremendi ma d’altra parte pare anche che fossero stati pagati poco o niente, nonostante ciò il film ebbe un successo strepitoso, ci fu anche un sequel e passò alla storia come un cult intramontabile. La spensieratezza e l’allegria delle vacanze estive che riesce a trasmettere e le canzoni di Bruno Lauzi e Gino Paoli come colonna sonora sono la dimostrazione che i Vanzina hanno fatto anche cose buone.

5. Caro Diario (1993) di Nanni Moretti

(Nanni Moretti in Vespa. Credits: Ultima Razzia)

Film scritto, diretto interpretato da Nanni Moretti, che racconta della sua vita. Ma non siamo certo stupiti dell’enormità dell’egomania del regista. Il film è diviso in tre episodi, il primo dal titolo In Vespa è il racconto dei giri in vespa del regista in una Roma estiva e deserta, il secondo, Isole, è la narrazione di un viaggio alle isole Eolie per sfuggire alla frenesia della vita cittadina. Mentre l’ultimo, Medici, narra della trafila di visite e consulti vissuti dal regista prima che gli fosse diagnosticata una malattia molto rara di cui soffriva. Sicuramente questo non è il classico film balneare, è ambientato in estate ma non ha niente a che fare con amorazzi adolescenti, cene in balcone e corse sulla sabbia rovente. È un diario di regia, non ha un plot narrativo, non c’è una storia, sono appunti di Nanni Moretti sul come lavora ai suoi film. Può non piacere ma è un mattoncino necessario per ogni fan di Nanni, o meglio innamoratә, perché Nanni si ama.

6. Tre uomini e una gamba (1997) di Massimo Venier

(Aldo, Giovanni, Giacomo e la gamba. Credits: TvZap)

Venticinque anni portati benissimo, il film più conosciuto di Aldo Giovanni e Giacomo e uno dei più citati di sempre. Un road movie esilarante verso un matrimonio che non s’ha da fare, atmosfere e musiche fine anni 90’, outfit profondamente rivedibili e per questo meravigliosi, Marina Massironi che sembra sempre un angelo caduto dal cielo e una sfilza di battute e citazioni che usiamo tutti con una frequenza impressionante nella vita di tutti i giorni. Un capolavoro imprescindibile, e non c’è altro da aggiungere.

7. Ferie d’agosto (1997) di Paolo Virzì

(Silvio Orlando, Gigio Alberti e Silvio Vannucci. Credits: Quinlan)

Uno dei più bei film del regista livornese, il racconto delle vacanze agostane a Ventotene di due gruppi di amici molti diversi da loro, un cast impressionante, tra gli altri: Silvio Orlando, Laura Morante, Ennio Fantastichini, Sabrina Ferilli. Ci sono tutti gli elementi tipici del film balneare: gite in barca, intrallazzi amorosi, bagni di mezzanotte, sagre paesane e cene all’aperto a lume di candela concluse da canti accompagnati dal suono della chitarra. Ma Ferie d’Agosto è molto di più, è un film che racconta lo scontro tra due Italie, quella che sta davanti alla tv a vedere i programmi Mediaset, un po’ cafona e superficiale, che viene definita fascista ma che non si ritiene tale, è lo stesso Ennio Fantastichini ad affermare candidamente che lui di politica non ne capisce niente; e quella della crisi della sinistra impersonata da Silvio Orlando e i suoi amici, una sinistra che ha ancora dei valori e che ha perso ogni riferimento. E che viene accusata di snobismo e aridità, molto interessante a questo proposito è il personaggio di Ivan, un adolescente figlio di questo ambiente che però si accorge per primo della crisi del vecchio sistema di valori. Questo film è un ritratto preciso e per certi versi impietoso dell’Italia dell’ascesa berlusconiana e va visto anche per farsi un’idea di quel periodo e di quella crisi politica post tangentopoli oltre che per il fatto che è il film balneare più bello di sempre.

8. Il ciclone (1997) di Leonardo Pieraccioni

(Leonardo Pieraccioni, Massimo Ceccherini, Barbara Enrichi e Sergio Forconi. Credits: Style Magazine)

Film che consacra quello che definirei “lo schema Pieraccioni” (schema che poi diventa un tantino ridondante visto che ricorre in ogni singolo film di Pieraccioni) ovverosia una iper gnocca che si innamora di un simpatico imbranato, schema che ha chiaramente dei precedenti anche in Verdone. È il racconto di un gruppo di ballerine di flamenco che arrivano in un piccolo paesino della Toscana e creano scompiglio tra la popolazione. Uno dei primi film di Pieraccioni e uno dei più divertenti, è un esempio di quell’estate in provincia fatta di giri in motorino senza casco, bibite fresche al bar del centro e feste nei casali di campagna, che tanto ci fa sentire italiani. Per non parlare poi dell’alto tasso di iconicità di personaggi come quelli interpretati da Ceccherini o da Tosca d’Aquino.

9. Chiamami col tuo nome (2017) di Luca Guadagnino

(Timothée Chalamet e Armie Hammer. Credits: Elle Decor)

Un successo di pubblico e di critica, racconta la lenta e oziosa estate di Elio e Oliver ambientata “somewhere in Northen Italy” con un cast hollywoodiano di prima scelta, i protagonisti sono interpretati da Timothée Chalamet e Armie Hammer. Le atmosfere in cui siamo immersi grazie alla maestria della fotografia sono meravigliose, anche se forse un tantino patinate, d’altra parte il regista è italiano ma il target è un pubblico internazionale, al contrario di tutti gli altri film citati. Il film è tratto dal romanzo omonimo di André Aciman, e racconta con una delicatezza veramente rara una storia d’amore meravigliosa ma anche straziante, un bonus per la scena finale in cui il padre del protagonista fa un discorso strappalacrime che lascia veramente disidratati.

10. Odio l’estate (2020) di Massimo Venier

(Giovanni Storti e Giacomo Poretti. Cretits: Leccenews24)

Ultimo film di Aldo Giovanni e Giacomo, racconta la convivenza forzata durante le vacanze di tre famiglie molto diverse tra loro. Una commedia brillante e divertente, il classico film che quando sei a metà mandi un messaggio a un tuo amico e gli dici bellissimo l’ultimo di AGG, sto ridendo un sacco e poi (piccolo spoiler) arrivi alla fine del film con gli occhi gonfi di lacrime e un nodo alla gola. Ma è anche questo il bello di Odio l’estate, è una commedia che sa essere divertente ma che al contempo riesce a mettere sul tavolo argomenti delicati con un garbo e un tatto non comuni.

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