Il precedente: culmine di una crisi diplomatica tra Madrid e Rabat

Nelle ultime 72 ore sono giunti migliaia di migranti irregolari (circa 9.000, di cui molti minori) nella città di Ceuta, exclave spagnola circondata dal Marocco, aggravando le tensioni in corso già da alcuni mesi tra Spagna e Marocco.

Secondo la stampa, il Marocco avrebbe volontariamente allentato i controlli alle frontiere come risposta alla presenza in un ospedale spagnolo di Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, movimento nazionalista che rivendica l’autonomia del Sahara ovest dal Marocco. Rabat stava già esercitando pressione su Madrid, forte delle dichiarazioni di Trump: a dicembre l’ex presidente degli Stati Uniti ne aveva riconosciuto la sovranità marocchina.

Quello che è avvenuto in questi giorni non è una crisi migratoria, ma politico-diplomatica che si è poi trasformata in crisi umanitaria.

Alcune fonti dichiarano che già da domenica il Marocco aveva cessato di sorvegliare le proprie frontiere. Per i media locali la polizia marocchina di Ceuta, solitamente rigorosa nei controlli delle frontiere, era «stranamente passiva» verso il flusso migratorio di lunedì.

I giornali spagnoli hanno anche ipotizzato che gli ultimi eventi potrebbero essere legati al tentativo del Marocco di sfruttare i flussi migratori verso la Spagna per ottenere denaro in cambio di cooperazione.

Crediti: Limes online

Lo scenario

Nelle prime ore di lunedì, centinaia di migranti africani si sono avvicinate ai frangiflutti che separano il Marocco dalla città di Ceuta per costeggiarli a nuoto o a piedi.

Le immagini di in queste ore raccontano di migliaia di persone che tentano di raggiungere l’Europa attraverso l’enclave spagnola: con mezzi di fortuna o a nuoto, in migliaia si sono tuffati nella parte più a ovest del Mediterraneo. La Croce Rossa e le ONG hanno salvato numerosi neonati e famiglie, che hanno disperatamente approfittato della tensione tra i due governi per scavalcare il confine.

Il respingimento: il premier schiera l’esercito e vola a Ceuta

Il premier Sánchez ha schierato l’esercito, annunciando che circa 5.600 sono già state rimpatriate in Marocco. E il numero dei respingimenti è destinato ad aumentare. Il primo ministro spagnolo si è recato a Ceuta, dichiarando di voler difendere l’integrità territoriale spagnola, ottenendo anche l’appoggio della Commissione Europea.

(Foto di copertina da SkyTg24)

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *