L’interminabile battaglia per l’ambiente

Oggi, come ogni 25 Marzo, ci tiene a Roma lo sciopero per l’ambiente. L’associazione Fridays For Future, infatti, ha programmato la mobilitazione in due momenti diversi della giornata. La prima parte è iniziata la mattina in piazza della Repubblica, mentre la seconda parte riprenderà in piazza di Porta San Giovanni. Si prevedono molti partecipanti, più di cinquemila manifestanti.

Nonostante la volontà dei governi e delle associazioni, oltre che ad essere uno degli obiettivi su cui lavorare del PNRR, il miglioramento climatico e la transizione verso l’ecologico sono ancora traguardi lontani.

Crediti: La Repubblica

I problemi climatici ancora irrisolti

Il 2022 è cominciato con un’accesa discussione riguardante la Tassonomia UE sulla finanza verde, strumento che consente di valutare quali fonti energetiche possano essere considerate sostenibili, in modo tale da poter meglio usufruire degli investimenti per favorire la transizione energetiche di cui abbiamo urgentemente bisogno.

Il problema è che alcuni Paesi dell’Unione Europea, come ad esempio Francia e Polonia, insistono affinché tra le fonti “verdi” vengano inclusi anche il nucleare e il gas fossile. La Tassonomia avrebbe dovuto essere ufficializzata il 12 gennaio, ma a causa di questo acceso contrasto tra favorevoli e contrari, l’approvazione è slittata al 21 dello stesso mese.

Crediti: Centro Studi Sereno Regis

Ad opporsi a queste due nazioni c’è la Germania. Se da un lato è tra le prime nazioni a promuovere la chiusura delle centrali nucleari sul proprio territorio, dall’altro è favorevole all’inclusione del gas nella tassonomia.

L’Italia non ha assunto una posizione ufficiale in merito (anche perché nella stessa maggioranza di governo ci sono idee contrapposte), ma il Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha più volte lasciato intendere di essere favorevole a queste due inclusioni. Ed è un problema, perché questo strumento dovrebbe servire a fissare i paletti per arginare il “greenwashing” di iniziative tutt’altro che virtuose, mentre di fatto rischia di avvallarlo. Incentivare gas e nucleare come fonti di transizione significa dirottare finanziamenti che invece dovrebbero andare a eolico, solare e idroelettrico, che per forza di cose dovranno essere le protagoniste di questa transizione.

Crediti: Rinnovabili.it

I progetti futuri per il 2022

L’Europa ha deciso che il 2022 sarà riconosciuto come anno europeo per la gioventù, comportando quindi, almeno in teoria, grande impegno per coinvolgere maggiormente le nuove generazioni nei processi decisionali dell’UE. Molti sono i progetti, spesso lasciati in sospeso, che durante questo nuovo anno dovrebbero essere ripresi. A partire dallo Zero Pollution Action Plan, progetto che mira a ridurre al minimo diverse forme di inquinamento entro il 2050. Questo permetterebbe di utilizzare misure per ripulire l’aria delle città e diminuire la quantità di pesticidi nel suolo e di microplastiche nei bacini idrici, contrastando anche tipi meno visibili di inquinamento, come ad esempio quello acustico e luminoso.

Possiamo solo augurarci che tutti questi buoni propositi diventino man mano più centrali nelle politiche dei vari stati. Nel nostro piccolo, oltre ad aderire alla causa, possiamo rimboccarci le maniche e lavorare affinché questa transizione ecologica avvenga il prima possibile.

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.