La riapertura delle scuole tra limiti e incertezze

In un clima di generale incertezza, anche la scuola italiana è finalmente ripartita. Da marzo, periodo in cui l’andamento dei contagi da Coronavirus subiva un vertiginoso incremento, negli istituti scolastici della penisola, differentemente da molti paesi europei, la campanella non è più suonata: in Danimarca, al contrario, la ripresa delle scuole primarie è avvenuta il 15 aprile, mentre in Germania il 27 aprile per gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria.

La data di ripartenza del 14 settembre, inizialmente proposta dalle regioni e accettata a metà giugno dalla Ministra dell’istruzione Azzolina, è stata revisionata dalle amministrazioni regionali, ad eccezione della Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. La provincia autonoma di Bolzano è stata la prima ad inaugurare quest’insolita ripartenza anticipando il rientro a lunedì 7 settembre, così come Vò Euganeo – epicentro di uno dei primi focolai registrati in Veneto verso la fine di febbraio – per la scuola dell’infanzia. Il Friuli ha invece optato per il 16, la Sardegna per il 22, mentre Abruzzo, Basilicata, Calabria e Puglia posticipano l’inizio al 24 settembre per evitare di riaprire e chiudere i plessi scolastici a causa delle elezioni regionali e del referendum che si terranno il 20 e 21 settembre.

Quanto agli spostamenti casa-scuola garantiti dal trasporto locale, la capienza degli autobus e dei treni regionali sarà assicurata solo all’80%. Verranno quindi stanziati circa 200 milioni per favorire un aumento delle corse disponibili. Tuttavia, è previsto il pieno carico per le tratte di una durata inferiore ai 15 minuti, con obbligo di mascherina e regolare sanificazione del mezzo pubblico.

Il Comitato tecnico scientifico (Cts) ha poi rivolto le proprie raccomandazioni al governo circa la non obbligatorietà di utilizzo della mascherina all’interno delle aule scolastiche qualora venga rispettata la distanza di almeno un metro tra gli studenti – condizione che verrà garantita tramite l’introduzione di banchi monoposto-, mentre sarà necessaria per gli spostamenti interni all’istituto scolastico per gli alunni di età superiore a 6 anni. 

Un’altra novità annunciata dal Cts riguarda il materiale delle mascherine che non potrà essere di stoffa, ma soltanto di tipo chirurgico. A tal proposito, sarà la scuola a distribuire quotidianamente i presidi necessari a tutto il personale e agli studenti, grazie alla fornitura di 11milioni di dispositivi al giorno messi a disposizione dal Commissario straordinario per l’emergenza. 

I genitori saranno chiamati a misurare quotidianamente la temperatura corporea dei propri figli: il protocollo di sicurezza prevede l’obbligo di restare a casa in presenza di febbre oltre i 37,5° o altri sintomi influenzali. 

La Società italiana di Medicina generale (SIMG), al fine di facilitare questo inconsueto rientro scolastico, ha realizzato un decalogo contenente alcune regole fondamentali per ripartire in sicurezza (link). Tra le misure principali suggerite al fine di evitare pericolosi assembramenti, vi è quella di pianificare entrate e uscite scaglionate in fasce orarie differenti.

Restano comunque irrisolte alcune fondamentali questioni organizzative per poter garantire un’effettiva ripartenza: tra queste, l’inagibilità di molte aule a causa dei lavori di adeguamento degli spazi attualmente in corso, l’attesa indefinita per l’arrivo dei nuovi banchi monoposto, ma soprattutto la necessità di colmare l’assenza degli insegnanti ancora in attesa dell’esito della “chiamata veloce” del ministero.  

In ogni istituto subentra inoltre una nuova figura professionale, cioè un referente scolastico per Covid-19 impegnato nelle comunicazioni con il Dipartimento di prevenzione (DdP), con cui sarà chiamato a collaborare nell’attività di tracciamento dei contatti in presenza di casi Covid. Dopo accurate indagini, il Ddp competente potrà decidere di implementare la quarantena per i compagni di classe e gli insegnanti entrati a contatto diretto con il soggetto positivo e, in caso di trasmissione incontrollata all’interno dell’istituto, anche la chiusura complessiva del plesso scolastico. 

(Foto di Open)

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