Gli scandali non danno tregua al primo ministro inglese. Dopo le foto pubblicate dal Guardian e la crescente opposizione del suo partito, per Boris Johnson è ora esplosa definitivamente la bomba del Partygate.

Immagini delle proteste contro il primo ministro. Credits: Il fatto quotidiano

Compleanno in lockdown

Secondo le ultime indiscrezioni il primo ministro, oltre a organizzare diversi incontri informali, sarebbe arrivato a festeggiare il proprio compleanno nella sua casa al 10 di Downing Street. A suscitare scandalo, ovviamente, il fatto che il party sia avvenuto il 19 giugno 2020, in pieno lockdown, quando lo stesso premier aveva imposto ai cittadini inglesi misure ben più severe di quelle filtrate dalla sua dimora-ufficio. Un portavoce di Johnson riporta che la torta e il brindisi ci siano effettivamente stati, ma che abbiano fatto parte di un rapido momento di convivialità tra gli impiegati e il primo ministro. Chi punta il dito, in particolare i Laburisti dell’opposizione, sostengono siano state presenti più di 30 persone, tra cui anche parenti del premier. Ora la palla passa alle indagini di Scotland Yard, che stanno verificando, attraverso l’ascolto del personale e dei propri agenti assegnati al 10 di Downing Street, se ci siano state o meno tali violazioni. Johnson si dice sicuro di sé, ma le prove a suo sfavore sono tante e abbastanza nette.

Boris Johnson davanti al parlamento. Credits: La Repubblica

La reazione dei Laburisti

Se lo scandalo è un duro colpo per i Tories, già provati da alcune sconfitte elettorali e dal peso della gestione della pandemia, si è rivelato una ghiotta occasione per i Laburisti. È dei giorni scorsi un acceso confronto tra Boris Johnson e Keir Starmer, leader dell’opposizione. Starmer ha definito Johnson un bugiardo, accusandolo di disprezzare con i suoi comportamenti i comuni cittadini e i valori inglesi come la moderazione e il rispetto. L’obiettivo di attacchi del genere, che ormai vanno avanti da alcuni mesi, è la mozione di sfiducia nei confronti dell’attuale premier che, se confermato colpevole dall’indagine di Scotland Yard, sarebbe fonte di imbarazzo anche per il proprio partito. Proprio su questo contano i Laburisti, far breccia nell’animo dei Tories meno accomodanti verso Johnson e rimuoverlo dall’incarico. Quale sarà il futuro di Boris Johnson? I nemici interni non gli mancano e un suo sacrificio potrebbe essere un piccolo prezzo da pagare nei confronti dell’opinione pubblica.

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Di Giorgio Carboni

Laureato in Lettere Classiche. Amo la letteratura e la campagna. Credo nel giornalismo come strumento per rendere le persone consapevoli del mondo che hanno intorno.

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