Artista(r) per eccellenza

“In questo secolo c’erano Picasso e Duchamp. Io apro la strada al nuovo secolo”. Con queste parole, Jeff Koons rivendica il suo ruolo di artista e star, da qui artistar, del XXI secolo: erede indiscusso di Andy Warhol, incarna in modo completo e perfetto il modello dell’artista superstar, conteso dai collezionisti ma notissimo anche al grande pubblico.

L’arte di Koons combina elementi di “ready-made“, procedimento creativo collaudato da Duchamp, ed elementi pop, in una dimensione ludica ravvisabile, per esempio, in Puppy (1992), un cane di dimensioni mastodontiche ricoperto di fiori che accoglie i visitatori all’ingresso del Guggenheim Museum di Bilbao, e nelle opere iconiche, realizzate in acciaio inossidabile, tra cui Rabbit (1986) e Balloon Dog (1994-2000).

Dunque Koons può essere, a buona ragione, la chiave di volta dell’arte contemporanea del terzo millennio, dominata dall’interdisciplinarietà, dove i primi a mettere in discussione il loro stesso status sono gli artisti stessi, protagonisti di un sistema artistico globalizzato e universale.

Credits: Elle Decor

Chi è Jeff Koons?

Erede ed innovatore del Pop e tra le figure che si impongono con più prepotenza nel panorama artistico degli anni Ottanta del Novecento, Koons nasce a York, in Pennsylvania, il 21 gennaio 1955.

Da bambino prende lezioni private di pittura, proseguendo gli studi artistici a Baltimora prima e a Chicago poi. L’anno successivo al diploma (1977) si trasferisce nella Grande Mela, dove lavora come assistente alle relazioni del MoMA e agente di borsa presso Wall Street.

L’arte di Jeff, che estende l’iniziale interesse per la scultura anche ad altre forme d’arte, tra cui la fotografia, le installazioni e la pittura, sviluppa e ripropone in modo originale l’eredità delle principali tendenze del XX secolo: Pop, Dadaismo e alcuni concetti del Minimalismo americano.

Agli esordi, Koons ricorre a prodotti commerciali che tutti possiedono, dalle teiere, aspirapolvere, elettrodomestici da cucina, fino alle palle da basket.

Nella serie “The New” (Il Nuovo), realizzata a partire dal 1980, invece, oggetti nuovi e mai utilizzati vengono collocati entro delle teche in plexiglas illuminate da tubi fluorescenti al neon, con un ordine che ricalca in modo molto evidente le tecniche minimaliste.

Nelle serie ancora di più successive, tra cui Equilibrium, Statuary, Luxury and Degradation, dal ready-made iniziale passa anche all’impiego di materiali della tradizione scultorea, quali bronzo, acciaio inossidabile, porcellana, legno, vetro di Murano, per realizzare oggetti (e soggetti) banali, facendo sì che vengano percepiti come inadeguati alla nobiltà del materiale utilizzato, come la Pantera Rosa in porcellana.

Credits: Tgcom 24

L’opera più celebre: Balloon Dog

La banalità è uno degli ingredienti estetici più ricorrenti all’interno della produzione di Koons.

In particolare, Jeff Koons desidera, in un certo senso, porsi a confronto con il quotidiano, trasformandolo in archetipo, cioè nel suo personale modello di riferimento.

Il Balloon Dog, sopra tutte, è diventata una delle vere e proprie icone dell’arte di Jeff Koons, che lo ha realizzato in diverse taglie e colori: rosso, magenta, blu, giallo e arancione.

Riferendosi in maniera dissacrante e ironica alla tradizione scultorea della statua equestre, l’immagine banale del cane costruito con palloncini annodati viene ingrandita a scala monumentale (più di tre metri di altezza) e realizzata con l’acciaio inox che, oltre ad essere un materiale costosissimo, rende praticamente inalterabile ed eterno proprio ciò che sarebbe altrimenti condannato ad essere estremamente effimero, ovvero un palloncino, se pensiamo a quanto possa durare un palloncino nelle mani di un bambino.

Ad interessare Jeff ci sono anche le straordinarie proprietà riflettenti dell’acciaio inox, che pongono la scultura in risonanza o dissonanza (a seconda del frangente) con l’ambiente in cui è posizionata, sia entro uno spazio espositivo al chiuso, ove genera un gioco di luci, ombre e riflessi, sia all’aperto, dove invece riflette in modo intenso la luce naturale.

Jeff Koons con Balloon Dog – Crediti: The Guardian

Jeff Koons in mostra in Italia: “Shine”, Palazzo Strozzi (Firenze)

Dal 2 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022 è stato possibile ammirare a Palazzo Strozzi (Firenze), una grande mostra dedicata al più costoso artista contemporaneo vivente!

Tutta la mostra, come enunciato nel titolo, “Shine“, è incentrata sul concetto stesso di “shine“, cioè “lucentezza“, cardine delle opere di Koons, che mette in discussione il nostro rapporto con la realtà, ma anche, come già detto, il concetto stesso di opera d’arte.

Le sue creazioni, grazie alle caratteristiche riflettenti dell’acciaio inox, modificano la nostra percezione del tempo, dello spazio, della superficie, di ciò che è materiale e, contestualmente, immateriale, quasi a voler esplorare una dimensione metafisica.

Le opere in mostra pongono lo spettatore davanti ad uno specchio in cui riflettersi, in un gioco di ambiguità tra essere ed apparire: lo inseriscono in un ambiente evocativo, sottolineando il rapporto a doppio filo che si instaura tra spettatore ed opera.

Come afferma lo stesso Koons: “Il lavoro dell’artista consiste in un gesto con l’obiettivo di mostrare alle persone qual è il loro potenziale. Non si tratta di creare un oggetto o un’immagine; tutto avviene nella relazione con lo spettatore. È qui che avviene l’arte”.

Credits: Flash Art

L’ultima trovata di Koons: sarà il primo artista ad esporre le sue opere sul suolo lunare

Ormai è ufficiale: Jeff Koons porterà le sue opere anche sulla luna, installando alcune delle sue ultime sculture sulla superficie del satellite terrestre.

Le sculture di piccole dimensioni verranno lanciate e depositate sull’Oceanus Procellarum, il più vasto dei mari di basalto del corpo celeste, dove rimarranno in eterno.

Le stesse opere faranno parte anche del primo progetto Nft di Koons: ad ogni opera fisica corrisponderà un’opera digitale, appartenente al progetto “Jeff Koons: Moon Phases”.

Questo pionieristico progetto, realizzato in collaborazione con Pace Verso, la piattaforma web di Pace Gallery, consiste in una serie di opere d’arte ispirate ai progressi tecnologici dell’umanità e al fascino che la luna, da sempre, esercita sugli uomini di tutte le generazioni.

In aggiunta, un numero limitato di non fungible token sarà venduto tramite Pace.

Parte del ricavato andrà alla Ong umanitaria Doctors Without Borders.

A permettere il lancio delle opere di Jeff Koons è la Kennedy Space Station di Cape Canaveral in Florida: il veicolo lunare che trasporterà le opere, battezzato Nova-C, è stato progettato da Intuitive Machines in collaborazione con la Nasa.

Il lancio è previsto per dicembre, in occasione del 50esimo anniversario della missione Apollo 17.

Le opere di Koons, poste all’interno di un cubo dalle pareti trasparenti di 15 centimetri per lato, verranno lanciate dalla rampa 39A.

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