Al cinema già dal 17 marzo e ancora per qualche giorno, trovate Licorice Pizza, la pellicola firmata da Paul Thomas Anderson con Alana Haim, Cooper Hoffman e- ebbene sì, George Di Caprio, Bradley Cooper, Tom Waits e Sean Penn. Giusto per citare qualcuno. 

Googlando la trama troveremo che si tratta di una storia d’amore e questo potrebbe far storcere il naso a chi di vedere due adolescenti che scoprono il sesso vestiti vintage ne ha anche abbastanza dopo Sex Education, e come biasimarlo? Di fatto però il film è molto altro e richiede di essere visto, innanzitutto per la bravura dei giovani interpreti e il toccante realismo che riescono a portare sullo schermo anche solo grazie alla loro espressività.

Alana Haim, conosciuta soprattutto grazie al suo progetto musicale (Haim) insieme alle due sorelle, anch’esse presenti nel film, Este e Danielle, ci emoziona ma ci fa anche arrabbiare, restituendoci tutta la complessità di vivere quella che è oggi l’età di passaggio, non i 18 ma i 25. 

La storia

Licorice Pizza è un film fatto di sproporzioni; Cooper Hoffman è Gary, un self made man quindicenne che tenta di inserirsi nel mondo degli affari, appannaggio naturale degli adulti, con decisione e volontà, riuscendo a mettere insieme una società in cui si ritrova a lavorare una turba di ragazzini di quartiere, mentre il paese, nella San Fernando Valley, rimane a guardare e anzi gli permette di guadagnare, apprezzando le sue attività; prima la vendita di materassi, poi con una sala giochi. Alana lo conosce a scuola, nella giornata delle foto per l’annuario, è più grande di lui, ma rimane in qualche modo affascinata dal suo spirito caparbio, trova in lui una chance per rivedere la sua strada ed emanciparsi dalla famiglia, severa e numerosa, che la svaluta continuamente. 

Siamo agli inizi degli anni Settanta e ci immergiamo in un caos calmo fatto di star del cinema capricciose, crisi ecologiche e politiche e volontà di cambiamento, reazione ad un mondo che sente il bisogno di libertà. 

L’attrazione tra Gary e Alana cresce lentamente, non si sposa con gli obiettivi di lei, con la natura di lui, che non è pronto ad avere una storia con una ragazza già adulta, non è disposto ad accettare la complessità di un rapporto maturo in cui entrano in gioco bisogni e programmi reali, eppure sembra tendere verso Alana inevitabilmente e lei verso di lui. 

La fotografia ci porta lontano, come stessimo guardando un video dei nostri genitori ad un concerto in piena estate o un reportage sulla solitudine dei giovani in California, con strade ampie e luoghi affollati, luci e una musica, sempre una musica che esce dai negozi affacciati sui marciapiedi, vuoti. 

In Licorice Pizza si fa festa fino a tardi, si parla poco con gli adulti, non ci si tocca se non per sbaglio. Eppure si sente la tensione, anche un po’ di disagio, di paura di adempiere ad un disegno che non si è preparato per se stessi, ma potrebbe essere in grado di renderci felici.

È un film che fa venire voglia di ballare e di guidare e di bere un sacco di coca cola con ghiaccio, che è un grande simbolo della giovinezza che ci portiamo dentro, come la pizza e l’amore per tutto l’impossibile. 

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Di Valentina Farinon

22 anni, mi sono laureata in Lettere moderne e ora studio Filologia. Amo il teen drama, Kerouac, Tutti Fenomeni e Vasco Brondi. Provo a fare anche delle cose più serie, talvolta.

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