Il golpe della disinformazione

Queste sono cose ed eventi che succedono quando un’elezione vinta con una valanga di voti è stata fraudolentemente strappata ai grandi compatrioti, che ingiustamente e vigliaccamente sono stati trattati. Andate a casa in pace. Ricorderemo questo giorno a lungo!

Tweet di Donald Trump, ore 18.01 del 06/01/21, poi rimosso dall’azienda Twitter

Ieri al Congresso si è verificato il collasso della Democrazia, quella tanto agognata da tutti gli stati del mondo, con modalità da film apocalittico.

Reuters Pictures, 6th January 2021

Da cosa nasce la rivolta di Capitol Hill? Dal lavoro di continua disinformazione fatto da Donald Trump e tutto l’establishment dell’alt-right conservatore, che da sempre tramite i social ha dato sfogo ai suoi post.

Già, perchè Italia ed USA sono tra i primi stati al mondo a produrre disinformazione: la maggior parte di matrice dell’ultra-destra.

Da dove nasce la disinformazione

I social sono (stati?) l’asse portante della comunicazione di Trump: Twitter e Facebook su tutti, con oltre 110 milioni di followers nelle due piattaforme.

Nei forum 4Chan e Reddit, durante questi 4 anni i gruppi “Proud Boys” e “Boogaloo” hanno fomentato i loro seguaci inneggiando alla guerra civile americana.

Il caso più estremo è QAnon, la teoria del complotto di cui parleremo domani e di cui dobbiamo avere più paura, visto il coinvolgimento dell’ultra-destra italiana.

La disinformazione sulle elezioni è iniziata quando Donald Trump affermò che “il voto postale sarebbe soggetto a frodi di massa”.

Da cosa deriva la presunta frode del voto postale? Il voto postale negli USA è storicamente usato dai Democratici per evitare lunghe affluenze ai seggi.

Come dice il German Marshall Fund Digital nella sua ricerca, i creatori di “falsi contenuti” o “manipolatori di informazioni” sono cresciuti del 106% rispetto alle ultime lezioni del 2016.

Oxford ha analizzato tramite il libro “Network Propaganda” ben 55.000 articoli riguardanti presunti frodi elettorali.

Sono 89.765 i tweet generalizzati soltanto da tre reti, ovvero Fox News, Breitbart e Reuters.

Media disinformation: Network Propaganda

Il “capolavoro mediatico di disinformazione”, Trump lo ha costruito a partire dal 2016 tramite media generalisti ma anche tramite social e media online (come Breitbart).

Sempre “Network Propaganda” ci permette di capire la polarizzazione mediatica della disinformazione tramite una splendida infografica, che ora analizzeremo.

4 milioni di contenuti online analizzati: connessione tra le “stories”, modalità di citazione di altri media, schema di attenzione dell’audience, consumo e modalità di condivisione.

Inforgrafica “Network Propaganda”: l’account Twitter di Trump gioca un ruolo centrale. I colori: media destra (rosso), media centro-dx (arancione), media centro-sinistra (azzurro), media sinistra (blu), media di centro (verde)

Yochlai Benker, ideatore della ricerca, spiega così la mappa sopracitata: “L’account Twitter di Trump è al centro in un grande cerchio rosso: ciò significa che è significativo e influente per tutti i media di destra, sinistra e centro”.

“La centralità di Fox News è importante, soprattutto perchè fonte principale delle disinformazioni della right wing. Interessante notare che Wall Street Journal e New York Post siano distanti dal centro”.

“I nodi sono più vicini, in base a quante volte sono linkati o ricercati dall’altra fonte: più distanti sono, meno sono “richiamati” dalla fonte centrale”, spiega accuratamente Benker.

Mi permetto di aggiungere un’altra spiegazione: se mettete le due assi X e Y al centro del grafico, il cerchio rosso del profilo Twitter di Trump è al centro perfettamente. Cosa significa? Che i contenuti di disinformazione sono polarizzati (attratti) da quel media, ovvero referente a Trump.

La campagna di disinformazione, agendo tramite social e media generalisti è di conseguenza facilmente leggibile dai seguaci di Trump. Il che è paradossale, visto che proprio loro rifiutano l’èlite politica e i mass media.

Infodemia: Italia ed USA a confronto social

L’infodemia in Italia come sappiamo caratterizza principalmente i riferimenti della destra, ovvero Matteo Salvini e Giorgia Meloni (l’emergenza Coronavirus ha ampliato di oltre il 114% la portata di informazioni false).

Il 16% della popolazione italiana si informa SOLO sui siti o profili del partito politico di appartenenza, e di questa percentuale il 79,8% fa parte della “Generation X” e “Boomers” (35-44 e 45-64 anni).

Secondo il rapporto 2019 dell’AgCom, è 154 (su una media di 100) il valore della fruizione di notizie a scopo politico/elettorale di chi ha una ideologia politica “alta”. Con un enorme aggravante: non verifica la veridicità delle notizie.

Negli USA e in Italia, NewsGuard ha analizzato 134 siti in lingua inglese ed italiana e il 63% di essi ha diffuso “fake news” su elezioni americane e Covid-19.

I siti sono tutti, o quasi di destra conservatrice e/o destra estrema: WhiteHouse.news, MadWorldNews.com, TheGateWayPundit.com, RiposteLaique.com (Francia), VoxNews.info(Italia), SputnikNews.com (Italia) sono solo alcuni.

Il sito che produce più disinformazione politica e di attualità in Italia, è Byoblu.com: 77.429 followers su Twitter e 161.890 su Facebook, di cui oltre il 70% seguaci su Facebook di Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

C’è una macro differenza tra Italia e USA sulla disinformazione, ovvero quella che la pagina di fact-checking Valigiablu.it definisce “Terrorismo stocastico”.

“Il terrorismo stocastico è l’uso spregiudicato del linguaggio da parte di un potente, tale da instillare nelle menti di chi è già pronto a commettere atti violenti, una convinzione di giustificazione delle sue azioni”.

Donald Trump ieri, ha dato dimostrazione di poter aizzare una folla enorme, tanto da compiere un tentato golpe, o colpo di Stato.

Il nuovo rifugio di Trump e i suoi seguaci: Parler

Dopo il blocco di stanotte di Facebook e Twitter a Donald Trump, il mondo dell’alt-right ha già trovato il suo “rifugio” social: Parler.

Cos’è Parler? Un social network “nato per essere il regno della libertà d’espressione, privo di giudizi di sinistra e di censura del politically correct“.

Fondato dal seguace di destra John Matze nel 2018, nelle ultime settimane ha raggiunto la top 5 di download su Android: 10 milioni di utenti già raggiunti.

I rappresentanti della destra americana come Ted Cruz e Dan Bongino (dal suo account Twitter ieri comunicava Trump dopo il blocco social) stanno facendo da mesi una campgan di promozione di Parler.

Il video di Ted Cruz per la promozione di Parler, 25 giugno 2020

Non si può fare spam e non si può sostenere organizzazioni terroristiche e niente pornografia: la situazione sta però degenerando completamente, senza che venga fermata.

Interfaccia rosso (colore dei Repubblicani), zero censure di commenti e zero fact-checking: chiunque può dire la sua, senza controllo e attraendo seguaci di matrice fascio-nazista.

Parler ha inglobato da Gab, altro social radicalizzato a destra, utenti “rinomati” come Robert Bowers, autore della strage a Pittsburgh nella sinagoga o membri del Ku Klux Klan.

Gli hashtag principali sono della teoria del complotto di QAnon, inneggiamento al #WhiteSupremacy e #fuckBLM: tantissimi post contengono incitamenti all’azione.

Gli effetti di Parler: la radicalizzazione

Già, la radicalizzazione delle destre e destre estreme, trovano in Parler (ne abbiamo parlato in questo articolo qui) terreno fertile per fargli fare anche un salto di qualità e aggiornarsi.

Queste persone non ne vogliono sapere di “fare o leggere cose di sinistra”: il prototipo dei followers di Parler è il medesimo di un elettoredi quel tipo di politica conservatrice.

Tradizionalista, con basso tasso di alfabetizzazione, abitante delle zone rurali del paese e scarsa capacità di senso critico oltre alla credenza dell’eterno complotto.

Da Parler sono partiti dei messaggi di incitamento alla rivolta al Congresso di ieri, sfuggiti a qualsiasi controllo della CIA o dell’FBI che solitamente preferiscono esaminare i post sui forum come 4Chan.

(Foto di copertina da La Repubblica)

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