Il futuro di Xi

Pochi giorni fa si sono aperte in Cina le “due sessioni”, la Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese e l’Assemblea Nazionale del Popolo; due congressi di diversa composizione che dovranno comporre progetti e disegni di legge per il nuovo anno. Come si inseriranno queste proposte nel piano quinquennale 2021-2025?

Come riporta Affari Italiani, dopo che Xi ha annunciato l’eliminazione della povertà assoluta, il nuovo obiettivo generale sarà diventare una società “moderatamente prospera” (xiaokang). I settori che saranno riformati dalla nuova strategia saranno numerosi.

I focus

In primis ci sarà il risanamento del divario tra le province costiere e quelle interne, come pure quello tra regioni settentrionali e meridionali, obiettivo che sta già venendo affrontato con nuove politiche di immigrazione interna.

A livello economico il focus sarà su nuove tecnologie, stretta sulle big tech cinesi, sviluppo rurale, e controllo del debito. Inoltre, a sorpresa di tutti, è tornato l’obiettivo di crescita in termini di PIL, che per il prossimo anno sarà del 6% (Sole 24 Ore).

Foto di Lintao Zhang/Getty Images (da: The Interpreter)

Non mancherà poi un giro di vite sulla questione Hong Kong, è infatti prevista una legge elettorale che permetterà solo ai “patrioti” allineati al PCC di essere eletti; e in parallelo a queste misure sarà presente un aumento delle spese militari, per far fronte alle pressioni sui confini, principalmente quelli del Mar Cinese Meridionale e di Taiwan.

Per quanto riguarda il settore energetico, che nelle sessioni dovrebbe vedere creata una strategia valida fino al 2035, il carbone continua la sua curva discendente, mentre si punta molto su gas, olio di scisto, e nucleare, il tutto con l’obiettivo di essere carbon neutral entro il 2060. 

Futuro

Essendo le due assemblee iniziate da poco è ancora difficile delineare quali saranno esattamente gli obiettivi economici e politici. Ma la certezza è che Xi Jinping dalla crisi scaturita dal coronavirus ne sia uscito fortemente rafforzato, e pare anzi che proprio questa crisi abbia diminuito lo scarto nella competizione tra Pechino e Washington.

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