Il cortocircuito del PD

È da tempo che si parla di una sinistra italiana che ha perso la bussola, o forse che semplicemente non sa leggerne le indicazioni. Perlomeno, parliamo della sinistra più moderata rappresentata dal Partito Democratico, vale a dire la forza politica che – in termini di voti – rappresenta maggiormente la popolazione social-democratica in Italia. E questo vagare senza una meta comporta l’incapacità di prendere una posizione decisa, che non debba essere accomodante per ogni singola fazione in campo: insomma, dal PD stiamo prendendo grandi lezioni di cerchiobottismo.

cerchiobottismo – /cer·chio·bot·tì·ṣmo/
s. m. [der. arbitrario di cerchio e botte, dall’espressione dare un colpo al cerchio e uno alla botte], iron. – Nel linguaggio del giornalismo politico, tendenza a non prendere mai una posizione netta, a mantenersi in precario equilibrio, senza compiere una scelta precisa, prendendo il partito ora dall’una ora dall’altra parte.

da Treccani

Questo dare un colpo al cerchio e uno alla botte, per l’appunto, ha avuto luogo pure ieri pomeriggio a Roma. La comunità ebraica della capitale ha organizzato una manifestazione pro-Israele alla quale hanno partecipato quasi tutte le forze politiche, assenti LeU e Sinistra Italiana che hanno preso una posizione netta e di contrasto.

Naturalmente, non mi sorprende la partecipazione della destra a questa manifestazione, da sempre sostenitrice dello Stato ebraico. Il racconto cieco (probabilmente in malafede) di questi esponenti fa rabbrividire, i quali accusano solo la fazione di Hamas facendo passare Israele per vittima. Salvini parla di “mille missili islamisti” e di “troppi silenzi e troppe ambiguità”, Tajani di impedire che lo Stato ebraico scompaia: nel frattempo, chi sta progressivamente sparendo dalla cartina geografica è la Palestina.

La confusione di Letta e PD

Tuttavia, quello che mi rammarica maggiormente è la presenza del segretario Enrico Letta, il quale ha preso parola durante la manifestazione. Dice di aver parlato con l’ambasciatrice palestinese prima di arrivare sul posto e che sostiene la convivenza tra i due Stati: il problema è che ha scelto di prendere parte ad un evento pro-Israele, che definisce come una “bellissima piazza”.

“Io voglio semplicemente dire questo: noi siamo oggi, tutti, a Tel Aviv”

dice chiudendo il suo discorso.

Intervento peraltro giusto in termini contenutistici, in quanto sostiene che si debba raggiungere la pace e una condizione di coesistenza nell’area interessata. Tuttavia, quella conclusione vanifica tutte le parole precedenti. Ancora una volta, il PD non si schiera fermamente dalla parte dei più deboli. L’ennesima battaglia giusta che viene persa, in onore di qualche equilibrio internazionale di cui la sinistra è succube dal dopoguerra.

Enrico Letta, segretario del Pd, alla manifestazione a Roma (via Rassegna Stampa News)

Certo, non biasimo personaggi come Emanuele Fiano, la cui posizione è più comprensibile in quanto appartenente alla comunità ebraica. Invece, la maggior parte degli esponenti del centro-sinistra ha fatto fatica ad esporsi, forse per paura di essere accusati di antisemitismo. Ricordiamolo ancora una volta: l’antisionismo non è l’antisemitismo.

Sia chiaro: sostenere Hamas e difendere la Palestina non è la stessa cosa. Qualsiasi tipo di violenza va condannato e fermato ad ogni costo. Tuttavia, far passare Israele per vittima – per l’ennesima volta – è l’ennesimo inchino agli Stati Uniti.

Fermiamo questa tragedia. Insieme.

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Andrea Miniutti

Sono Andrea Miniutti, ho 20 anni e frequento il terzo anno di Studi Internazionali presso l’Università di Trento. Insieme ad Alex ho creato Fast nel settembre 2019, mi occupo di scrivere articoli di politica (principalmente italiana) e su temi inerenti a mafia e stragismo, sono portavoce di Fast nel “Polemica podcast”, gestisco la parte social del progetto e curo il sito internet.

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