Il corno dal letame d’oro

Terrapiattisti, no-vax, complottisti, sostenitori del Feng Shui e Scientology.

Nell’elitè c’è una new-entry: la biodinamica.

In cosa consiste e perché è doveroso parlarne ora?

L’agricoltura biodinamica è un insieme di pratiche pseudoscientifiche basate sulla visione antroposofica del mondo e postulata da Rudolf Steiner a inizio ‘900.

Cosa vuol dire “antroposofica”? Sostanzialmente che essa concepisce il mondo fisico e quello spirituale come un tutto’uno, nel quale le due dimensioni appaiono come una manifestazione divina.

Detta brevemente, è una chiaroveggenza camuffata, dove si considera il terreno, l’uomo e gli animali come parti integranti del cosmo e sensibili alle sue regole e influenze.

via Aforismi.it

Magia o biologico?

La tecnica steineriana indica vari metodi per migliorare le condizioni del terreno, tutti rigorosamente di matrice astrologica e animistica.

Primo premio va alla preparazione del famoso cornoletame, mascotte di questa branca dell’agricoltura. Esso è un composto di letame vaccino inserito in un corno di vacca che ha partorito almeno una volta, che viene sotterrato e lasciato fermentare durante l’anno per essere poi ritirato fuori a Pasqua. Lo scopo di questo rito propiziatorio, di fondamento scientifico equiparabile al materiale di cui è fatto il cornoletame, è quello di aumentare la resa produttiva del terreno, secondo la credenza di Steiner che nelle corna della vacca ci siano forze vitali e che esse siano un organo che irradia vita e astralità.

via Wired

Perché è doveroso parlarne adesso?

Perché finanzieremo noi queste fandonie.

Con il Disegno di Legge 988 approvato da qualche giorno a Palazzo Madama circa Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico, si aprirà la strada ad una serie di iniziative mirate a promuovere e sviluppare le tecniche biologiche, ad introdurre un marchio italiano e finanziare tali progetti di sostegno con risorse pubbliche derivanti dalla tassazione del 2% del fatturato di imprese che producono prodotti sanitari nocivi ed inquinanti. Al fondo verranno inoltre dirottate le risorse del Fondo per la ricerca nell’agricoltura biologica, contestualmente soppresso.

Tra gli articoli del DdL, emerge una nota sconcertante: l’agricoltura biodinamica è equiparata all’agricoltura biologica.

via CICAP

Cosa comporta il passaggio in Senato di tale disegno?

Che sostanzialmente le varie aziende certificate biodinamiche riceveranno dei contributi statali per portare avanti le loro pratiche al limite della magia nera e dell’astrologia.

Ma che benefici ha l’agricoltura biodinamica?

Nessuno, o per lo meno nessun beneficio accertato scientificamente. Diversi studi hanno infatti dimostrato che non vi è alcuna differenza netta in termini di ricchezza e fertilità del suolo di questi terreni, rispetto a campi non biodinamici.

L’ennesima lobby

Di carattere religioso ed esoterico, però non vi è solo l’uso di fertilizzanti omeopatici o credenze sull’influenza degli astri, ma anche l’assetto lobbistico di tale agricoltura. Tutti i prodotti infatti, per essere certificati biodinamici, devono essere approvati e certificati dall’associazione Demeter. Inutile dire che il riconoscimento di tale etichetta ha i suoi costi, e che tali vengono riversati sui consumatori. Comparando i prezzi dei vini biodinamici (circa 28 euro) con quelli biologici (18 euro), ci troviamo di fronte ad una differenza di ben 10 euro. Un vino derivante da viti coltivate su un terreno in direzione di Venere, concimate con argenti e cullate a frasi d’amore, costa ben un terzo in più del già caro biologico.

Un solo no

Un fatto ancora più curioso, per usare un eufemismo, è la quasi unanimità con cui il DdL è passato. Un solo no, quello di Elena Cattaneo.

Di seguito riportate le parole della senatrice a Palazzo Madama.

“Colleghi – sottolinea – rimuovere la parola biodinamica dal disegno di legge, come chiedono i miei emendamenti, non impedisce ai produttori di perseguire queste pratiche e ottenere la certificazione di prodotto biologico (per averla basta rispettare i protocolli), ma esplicitare il riferimento al biodinamico in questo testo di legge avrà l’effetto di dare dignità al cornoletame. Aggiungo anche che si tratta non di equiparazioni tra biologico e biodinamico solo per la parte nella quale il biodinamico mima le pratiche biologiche, ma di una totale equivalenza, al punto che il disegno di legge in discussione prevede che una quota di fondi pubblici venga dedicata specificamente alla ricerca scientifica, alla formazione nel settore biologico e, quindi, all’equiparato biodinamico”

Tasche del demos

È giusto chiedersi, se i soldi che noi, demos, versiamo periodicamente debbano essere usati per finanziare tecniche magiche e propiziatorie di una lobby pseudoscientifica. È ancora più giusto chiedersi, com’è possibile che di fronte ad un tale Disegno di Legge ci sia stato solo un no tra 197 voti. È Elena Cattaneo portavoce di un’assurdità o è nuovamente l’esempio di “Chi è il pazzo tra me e voi?”.

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