Domenica 14 marzo si è tenuta l’assemblea nazionale di +Europa, partito di orientamento liberale ed europeista fondato nel 2017 da Emma Bonino. Proprio Bonino, durante l’assemblea, ha espresso la volontà di lasciare il partito.

Me ne vado a testa alta prima che mi facciate fuori voi

Frase detta da Bonino durante l’assemblea

Contestualmente, si è dimesso anche il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova. Tale esito è frutto di una contrapposizione interna al partito. I due leader hanno accusato la minoranza di mettere in discussione la loro leadership e di voler ambire alle loro cariche.

In particolare, lo scontro è avvenuto sulle regole da seguire al prossimo congresso. La fazione sotto accusa si è difesa sostenendo di voler semplicemente evitare la situazione verificatasi al congresso del gennaio 2019. In quell’occasione, Della Vedova fu eletto segretario con forti dubbi sulla trasparenza del voto, venendo accusato di aver organizzato la votazione “reclutando” centinaia di persone soltanto per il congresso.

Scavarsi la fossa da soli

Alla fine, anche se Bonino e Della Vedova dovessero “rientrare dalla finestra” al prossimo congresso, la credibilità di +Europa agli occhi degli elettori potrebbe risentirne. Più in generale, è desolante vedere come lotte di potere interne logorino non solo i partiti più importanti, come il PD, ma anche quelli più piccoli.

Questi avvenimenti si inseriscono in un quadro già poco roseo per il campo centrista liberale italiano. I partiti maggiormente affini a +Europa – Italia Viva e Azione – stando ai sondaggi viaggiano attorno al 3%.

Va detto che in Italia non c’è mai stata un’importante rappresentanza liberale. Tuttavia, la sensazione attuale è che i liberali soffrano di un difetto spesso attribuito alla sinistra, ovvero quello di dividersi in partitini anziché formare un’alleanza compatta più convincente in termini di risultati elettorali e proposte politiche.

Una causa potrebbe essere l’eccessivo personalismo dei leader di tali partiti, Renzi e Calenda su tutti. Fatto sta che la presenza di un polo liberale, alternativo alla destra e alla sinistra, sarebbe importante al fine di garantire maggiore pluralismo politico.

(Foto di copertina da: Il Giornale)

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