Hong Kong: addio stampa libera

L’ultimo giornale libero pro-democrazia di Hong Kong è stato chiuso. La pubblicazione della sua ultima edizione è stata accompagnata da una veglia di decine di migliaia di persone che, sin dalla notte del 24 giugno, si sono accodate sotto la redazione per poter acquistarne un’ultima copia cartacea. 

Credits: Il Post

Tutto ha avuto inizio la settimana precedente quando un blitz di 200 agenti di polizia ha portato all’arresto di cinque persone, tra cui il direttore Ryan Law e i vertici della società editrice di Lai, e al sequestro di tutti i computer della redazione con l’accusa di aver violato la Legge sulla sicurezza nazionale e di aver intrapreso attività ostili con Paesi stranieri a svantaggio della potenza cinese. Oltre a questo, è stato imposto il congelamento di tutti gli asset finanziari dell’Apple Daily, rendendo così impossibile il pagamento di stipendi e costi operativi redazionali, e determinando di fatto la sua stessa chiusura. 

L’ultima copia cartacea del quotidiano Apple Daily (Il Post)

Il quotidiano era diventato un vero e proprio simbolo dell’opposizione ad un sistema di ingerenza cinese divenuto negli ultimi anni sempre più totalizzante. In modo particolare, da undici mesi, Hong Kong è stata assimilata nel sistema cinese, perdendo di fatto l’autonomia di cui poteva godere sin dal 1997 quando, una volta ottenuta l’indipendenza dal sistema coloniale britannico, divenne una regione amministrativa speciale cinese, connotata da un proprio ordinamento giuridico, politico e legislativo, e da un sistema economico su base capitalista. 

Con l’introduzione della nuova Legge sulla sicurezza nazionale, si è imposta la necessità di abolire le libertà di stampa e di espressione al fine di sopprimere ogni forma di ribellione e dissenso contro il partito comunista cinese. La campagna di repressione del regime comunista ha quindi avuto la meglio sull’unica voce indipendente di Hong Kong, ultimo giornale di opposizione ancora capace di schierarsi apertamente nei confronti del governo della città e dello stesso sistema cinese.

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