Lo scorso 11 maggio il Senato degli Stati Uniti ha bloccato il provvedimento che aveva lo scopo di far tutelare a livello federale il diritto all’aborto, consolidando quindi i traguardi di Roe v. Wade. Con questa modifica sarebbe venuta meno (quasi totalmente) la capacità dei singoli Stati di limitare le possibilità per le donne di abortire. 

Con 49 voti favorevoli e 51 contrari, la votazione non ha raggiunto il tetto minimo di 60 per l’approvazione. I repubblicani hanno votato tutti contro, mentre tra i democratici solo il senatore Manchin si è schierato con i conservatori. 

Con il tentativo di riforma fallito in Senato, in Oklahoma non si è perso tempo e si è proceduti ad una forte stretta sui casi in cui l’aborto sarebbe legale.

Il senatore repubblicano Mitch McConnell mentre commenta la proposta al Senato – crediti New York Times

La nuova legge anti-aborto in Oklahoma

L’Oklahoma, guidata dal suo governatore repubblicano Kevin Stitt, ha emanato la legge sull’aborto più restrittiva degli Stati Uniti.

La legge vieta alle donne l’interruzione di gravidanza sin dalla fecondazione, tranne che per stupro, aggressione sessuale, incesto o complicazioni mediche. L’aborto, di conseguenza, diviene un reato perseguibile e consente ai privati cittadini di fare causa a chi lo pratica o lo induce “consapevolmente”.

La legge rientra nell’ambito di una spinta aggressiva da parte degli Stati a guida repubblicana per ridurre il diritto all’aborto e all’autodeterminazione delle donne. Si tratta del primo testo del Paese che rende praticamente non disponibile la pratica frutto di dure e lunghe battaglie sui diritti civili dai tempi della rivoluzione sessuale del 1968

In Oklahoma, due delle quattro cliniche a favore dell’interruzione di gravidanza avevano già smesso di offrire il servizio sanitario dopo che il governatore aveva firmato un divieto di sei settimane all’inizio di questo mese. Donne in difficoltà dovevano muoversi verso il Texas per interrompere una gravidanza indesiderata, in questo modo sarà impedito anche di spostarsi fuori dallo Stato per praticare l’aborto.

La critica di Biden

Biden porta avanti la sua campagna di sostegno per le donne. Il Presidente si era già dall’inizio espresso contrario alla proposta parlamentare e, in seguito all’esito, esprime la volontà di “continuare a lottare per i diritti“. Così il presidente Joe Biden ha commentato il blocco in Senato del provvedimento che avrebbe garantito l’accesso delle donne all’aborto a livello federale. Biden ha attaccato l’ostruzionismo dei repubblicani nella bocciatura e invita gli elettori a scegliere “più senatori pro-scelta in novembre”. 

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