Israele, ultimamente noto per la sua virtuosa gestione del piano vaccinale anti-Covid, torna su tutte le prime pagine dei quotidiani, ma questa volta di virtuoso c’è ben poco. Perché?

Negli ultimi giorni il quadrante mediorientale è tornato ad essere teatro di scontri: tra Israele e i gruppi armati palestinesi della striscia di Gaza sono scoppiate nuove violente tensioni, soprattutto nell’area di Gerusalemme. Per quale motivo? Proprio a Gerusalemme la situazione era particolarmente tesa a causa di manifestazioni nel quartiere Sheikh Jarrah contro lo sfratto di famiglie palestinesi. La popolazione di questo quartiere è a maggioranza palestinese, ma il luogo è considerato sacro anche dagli ebrei. I residenti palestinesi dell’area rischiano di essere allontanati dalle loro case per via di una disputa legale sulla pertinenza del territorio, che risale al ‘48.

La scintilla dello scontro

Le tensioni degli ultimi giorni sono culminate lunedì mattina nell’intervento militare della polizia israeliana presso la Spianata delle Moschee a Gerusalemme, uno dei siti più sacri per la religione musulmana: le forze dell’ordine israeliane hanno disperso i civili con bombe stordenti e hanno aggredito diversi passanti palestinesi. In risposta, hanno avuto (e tutt’ora hanno) luogo diverse proteste della popolazione araba contro la violenza subita, tuttavia subendo un’altra repressione che ha contato diversi morti e feriti: molti video che ritraggono queste violenze stanno facendo il giro dei social media in questi giorni.

Palestinian protester runs past a burning barricade carrying a Palestinian flag during clashes with Israeli border guards near an Israeli checkpoint...
Palestina in fiamme/credits: Getty Images

La polemica è montata pure contro Instagram e Twitter, i quali hanno rimosso diversi di questi video e minacciato la sospensione e l’eliminazione degli account che li pubblicavano. Le piattaforme hanno dichiarato che si trattasse di un errore di sistema e che fosse stato risolto, ma le denunce di rimozione dei video stanno continuando.

“Le immagini dei mass media mondiali sono distorte e falsificano la situazione” (ANSA)

Questo ha dichiarato il premier israeliano Netanyahu per difendersi. Ma la situazione è piuttosto ovvia. 

La risposta palestinese

Come atto di rivalsa per l’intervento della polizia, lunedì pomeriggio il gruppo politico-terrorista palestinese Hamas, che controlla di fatto la Striscia di Gaza, ha scagliato numerosi razzi in direzione Gerusalemme.

Era dai tempi dell’ultima guerra combattuta fra il braccio armato Hamas e Israele, datata 2014, che Gerusalemme non era nel mirino dei razzi lanciati dai gruppi palestinesi. Sono piombati decine di razzi da Gaza e le sirene che avvertono di un attacco imminente suonano senza sosta: i cittadini israeliani corrono nei loro rifugi. Israele, dal canto suo, ha colpito diversi obiettivi militari nell’enclave palestinese. Il triste bilancio finora è di 28 morti palestinesi, di cui 10 bambini e 153 feriti.

Gli eventi drammatici di lunedì e martedì fanno presagire una possibile escalation di violenze tra i gruppi terroristici palestinesi e Israele, che, secondo alcuni esperti, potrebbe sfociare in un nuovo conflitto armato.

Città Vecchia di Gerusalemme/credits: Limes online

“Hamas e la Jihad hanno pagato e pagheranno un prezzo pesante”.

Netanyahu, Primo Ministro israeliano

Tuttavia, la differenza fra le due fazioni in campo è netta. Da una parte, Israele possiede un esercito ed è anche riuscita ad intercettare la maggior parte dei razzi lanciati da Gaza. Dall’altra, i palestinesi non possiedono un vero e proprio esercito, e la disorganizzazione e l’inferiorità nel campo è quindi evidente. Oltretutto, di enorme differenza è pure il bilancio dei morti e dei feriti, Repubblica riporta:

Fonti palestinesi riferiscono che si sono avuti almeno 20 morti e decine di feriti. Secondo l’agenzia di stampa Ap, il bilancio è stato di 24 vittime, compresi nove bambini, la maggior parte colpiti da attacchi israeliani. A loro si aggiungono gli oltre 700 palestinesi rimasti feriti negli scontri con le forze di sicurezza israeliane a Gerusalemme e in Cisgordania. Per quanto riguarda Israele, l’esercito ha riferito di sei civili rimasti feriti dal lancio di un razzo martedì mattina ad Ashkelon, che ha colpito un condominio.

(foto di copertina da: Nena News)

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