Games of Dragons

Le prime parole pronunciate da Mario Draghi, dopo il lungo colloquio con Mattarella, sono sembrate – per ampiezza di prospettive – discostarsi dalla fredda limitatezza della gestione contingente della pandemia. Draghi, oltre ai già noti obiettivi minimi (un piano vaccinale, una serie di progetti di spesa per il RF e la legge finanziaria), ha lasciato intravedere uno spirito riformatore che trascende il triste grigiore tecnico con il quale alcuni vorrebbero dipingerlo.

Questa prospettiva, se vogliamo più politica, motiva la curiosità verso una possibile “Agenda Draghi”, facilmente desumibile dai precedenti interventi in veste di governatore della Banca d’Italia.

Partendo dalla situazione dell’economia italiana, Draghi, a più riprese, ha ribadito la necessità di rilanciare la crescita attraverso un sensibile aumento della produttività del sistema economico italiano descritto come frammentato e statico, bisognoso di essere accompagnato verso un’evoluzione che fondamentalmente accresca le dimensioni delle imprese.

Sul piano fiscale la ricetta è quella della riduzione delle aliquote sui redditi dei lavoratori e delle imprese (il cosiddetto cuneo fiscale) e l’implementazione del federalismo fiscale come strumento utile alla responsabilizzazione delle amministrazioni locali.

Grande spazio troverebbero temi come l’istruzione, con la proposta di una riforma che introduca un’analisi sistematica dei livelli di apprendimento e favorisca la competizione tra atenei universitari al fine di creare poli di eccellenza e innalzare il numero di laureati. 

Riforme prioritarie investirebbero giustizia civile e PA, ambiti strettamente collegati alle endemiche inefficienze che frenano lo sviluppo del paese e che costituiscono limiti all’attrattività dell’Italia agli occhi degli investitori. 

In ambito europeo Draghi ha spesso ribadito la necessità di una maggiore sorveglianza europea sulle politiche di bilancio nazionali, nonché la necessità di un approfondimento delle pratiche di coordinamento economico e competitività tra paesi.

(Foto di copertina da: POOL/AFP via Getty Images)

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