G7 alla riscossa

Si è tenuto tra martedì e mercoledì il preludio del G7 che avrà luogo il mese prossimo in Cornovaglia.

I ministri degli esteri di Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Canada e Giappone e i paesi invitati Australia, Sud Africa, Corea del Sud, Brunei e India (per via della grave crisi pandemica nel Paese) si sono incontrati per discutere di clima, ma a tenere banco sono stati soprattutto i rapporti dei vari Paesi con Russia e Cina.

Caso russo

Il ministro degli esteri inglese, Dominic Raab, ha riportato sul piano della discussione la minaccia russa in Ucraina ma anche il caso Navalny, il quale pone la questione sui diritti umani e un problema di sicurezza mondiale per quanto riguarda la mole di armi chimiche a disposizione del Paese guidato da Vladimir Putin.

Alexei Navalny, il principale oppositore di Putin (via TgCom24)

Ambiente e cybersecurity

Si è anche sviluppato il tema della sicurezza informatica per quanto riguarda la prevenzione e la difesa dai cyber attacchi, e proprio il Regno Unito ha già in mente un meccanismo per fronteggiare la mole di fake news messe in giro nel mondo.

Tutti i ministri, tramite un comunicato congiunto, hanno inoltre ribadito l’impegno a “continuare ad aumentare i contribuiti finanziari all’azione di adattamento” ai cambiamenti climatici. In particolare viene riaffermato l’impegno collettivo dei Paesi sviluppati di “mobilitare insieme 100 miliardi all’anno fino al 2025”.

Il comunicato prende in considerazione anche soluzioni da attuare per la ripartenza economica post Covid e provare tutti insieme a disegnare un futuro più giusto, prospero e verde.

Questo G7 ha gettato le basi per quelli che saranno i temi che poi verranno affrontati dai capi di Stato il prossimo mese in Cornovaglia, e sarà anche la prima volta in Europa per il neo presidente Joe Biden.

(Foto di copertina da Vatican News)

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