Fast consiglia: Acqua passata

La memoria sportiva vive e sopravvive di momenti che con il passare del tempo vengono arricchiti da elementi di epica e rimangono nella memoria storica per tanto tempo.

La narrativa sportiva, portata in auge e sublimata da Gianni Mura in Italia, continua a vivere di questi momenti eroici e, banalmente, delle varie imprese sportive che ogni anno danno senso alle varie competizioni.

C’è uno sport in particolare che è sempre stato predisposto per modalità di esecuzione, sforzo fisico e stretto contatto con i tifosi alla narrazione cartacea: il ciclismo.

Il ciclismo

Il ciclismo è narrazione di fughe epiche, di spinta propulsiva umana portata al limite dopo centinaia di chilometri. Il ciclismo è la bellezza naturale dei paesaggi, l’ostilità delle condizioni climatiche che rendono un’impresa ancora più memorabile.

Il ciclismo sono i gregari che lanciano in scia il corridore di punta della propria squadra, emissari e portatori di qualsiasi cosa per mantenere il proprio leader nelle migliori condizioni. Il ciclismo è lo scambio della borraccia tra Fausto Coppi e Gino Bartali e quello scatto fotografico consegnato per sempre alla storia dello sport.

via Bidon

I ragazzi del collettivo Bidon, partendo dalla borraccia (le bidon come la chiamano i cugini d’oltralpe) e dallo scambio di questo oggetto tra i ciclisti, hanno raccontato la vita, la storia, la sorte di un contenitore anonimo e spesso usato per consumare la propria ira e il proprio disappunto negli altri sport.

Il libro

La borraccia può permettersi il lusso di raccontare il ciclismo e gli uomini che attraverso il moto rotatorio dei pedali provano ad arrivare in fondo. Il contenuto delle borracce è acqua, sali minerali ma è anche vino, alcolici di ogni genere e in alcuni casi sono sostanze dopanti. La borraccia è stata progettata per contenere qualsiasi sostanza liquida e il concetto del ciclismo liquido è l’essenza propria del libro.

In alcuni casi il ciclista deve addirittura pensare al futuro, immaginando qualcuno che ora non c’è ma che quella borraccia passerà presto a raccoglierla. Perché nel ciclismo ogni arco tende ad avere un punto di partenza e un punto di arrivo, e ciò che si vede in corsa è solo una parte di tale arco.

I ciclisti proprio come un liquido cercano di adattarsi ad ogni composizione geomorfica gli si presenti davanti, non domano i paesaggi e l’asfalto ma provano ad interpretarli per poterci pedalare sopra. I ciclisti sono l’estensione del proprio mezzo a pedali e in fibra di carbonio.

La carovana composta dai vari team è liquida perché occupa perfettamente lo spazio che hanno a loro disposizione.
I ciclisti sono torrenti e fiumi in piena durante le tappe, a loro volta contenitori di liquidi che si esauriscono durante la corsa o dopo aver tagliato il traguardo in lacrime.

Sabato partirà la 104esima edizione del Giro D’Italia e “Acqua Passata” del collettivo Bidon edito per People è il nostro consiglio per questa settimana.

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