Donne: 76 anni al voto.

Ieri

La data storica in cui si celebra il riconoscimento del diritto di voto alla donne è il primo Febbraio 1945. La prima occasione utile per esercitare il nuovo diritto acquisito si presenta con le elezioni amministrative nel marzo- aprile dell’anno successivo, in cui si registra l’inaspettato: l’affluenza alle urne supera l89%. Come se non fosse abbastanza, 2 mila candidate vengono elette nei consigli comunali di tutta Italia, grazie ad un ulteriore decreto (10 Marzo 1946) che consente loro l’eleggibilità.

“Le donne hanno ragione a ribellarsi contro le leggi, perché noi le abbiamo fatte senza di loro.”

Michel Eyquem de Montaigne

Il 2 Giugno 1946, le donne prendono parte ad un altro evento storico: il Referendum istituzionale per scegliere tra monarchie e repubblica e l’elezione dell’Assemblea Costituente.

Oltre a replicare l’affluenza alle urne delle elezioni amministrative, 21 delle 226 candidate vengono elette. Quelle che ad oggi sono ricordate come “madri costituenti” erano donne che appartenevano a schieramenti politici diversi, ma che si impegnarono nel costituzionalizzare temi di uguaglianza, parità salariale e famigliare.

Luino Notizie

Oggi

Se diamo uno sguardo ai giorni nostri, le situazione è notevolmente cambiata. Alle elezioni del 2019 si sono presentate alle urne il 70% delle aventi diritto, ma per le europee solo il 54%.

Sono circa dieci anni che la differenza di affluenza al voto tra donne e uomini aumenta in Italia, ma ciò non avviene in modo omogeneo sul territorio nazionale. Il divario tra Nord e Sud è evidente: le province con il maggiore “gender- gap” sono tutte a sud di Roma.

Le donne del Sud Italia non solo votano meno degli uomini, ma anche delle donne del Nord Italia (a registrarlo è il Ministero dell’Interno).

Colpa di una scarsa rappresentanza politica? Non ci sono dati certi, sta di fatto che le donne italiane non vanno più a votare, nonostante siano registrate più schede elettorali femminili che maschili.

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