Dibattito a distanza

Pochi giorni fa si è tenuto il secondo dibattito presidenziale nella forma “town hall“, quella in cui i candidati avrebbero risposto alle domande del pubblico, a seguito del ritiro di Trump da quello che avrebbe dovuto essere un altro faccia a faccia (virtuale). Trump da Miami trasmetteva con NBC, Biden da Philadelphia con ABC.

Da una parte la calma ponderata di Biden, e dall’altra la tracotanza di Trump sono state uno spettacolo prevedibile, tuttavia in questa formula di confronto si sono potute vedere più chiaramente le visioni dei due candidati.

Trump incalzato dalla moderatrice Savannah Guthrie è incespicato più volte su diversi temi, primo fra tutti il coronavirus, dove ha continuato ad affermare che gli Stati Uniti stessero facendo un lavoro eccellente nonostante i 215.000 morti e che avrebbero avuto a breve vaccini e terapie (affermazione prova di basi). Data la recente positività al covid del presidente, gli è stato anche chiesto qualora avesse eseguito il tampone prima del primo dibattito presidenziale moderato da Wallace (obbligatorio per tutti coloro che sarebbero stati presenti in sala), domanda alla quale ha risposto “forse l’ho fatto, forse no”. Trump ha continuato a sciorinare deboli difese riguardo ai suoi 400 milioni di dollari di debito, ha riaffermato la sua convinzione che le elezioni di novembre saranno truccate (convinzione non corroborata da nessuna prova) e infine si è immerso nella melma del cospirazionismo rifiutandosi di condannare il gruppo QAnon (come se i Proud Boys non fossero stati abbastanza), composto da persone con evidenti problemi di dissociazione dalla realtà. Ma forse il più importante highlight del dibattito è stato quando la Guthrie gli ha chiesto spiegazioni riguardo un suo retweet di una teoria per cui l’amministrazione Obama avrebbe fabbricato l’uccisione di Osama Bin-Laden, che oltre a portare la moderatrice ad affermare “You’re the president! You’re not, like, someone’s crazy uncle who can retweet whatever” ha anche condotto un membro del Seal Team Six a condannare l’affermazione del Presidente su Twitter.

Dall’altra parte Biden ha potuto condurre un dibattito meno concitato. Una parte della discussione si è imperniata sulle critiche all’attuale amministrazione per quanto riguarda la gestione del covid, alcuni dei punti più interessanti si sono affrontati quando gli è stato chiesto come si posizionasse riguardo al “court-packing“, l’allargamento del numero di membri della Corte Suprema per contrastare l’eventuale nomina della Barrett; domanda alla quale ha risposto che avrebbe chiarito la sua posizione dopo aver valutato il comportamento dei senatori repubblicani. Inoltre alla domanda che riguardava il suo ruolo nell’approvazione della Crime Bill del 1994 (che ha avuto gravi conseguenze sull’incarcerazione di massa) è stato piacevole sentire l’ex Vicepresidente ammettere i suoi errori.

(Foto da Brendan Smialowski/AFP/Getty Images)

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