tensioni nel centrodestra

Per la prima volta dalle ultime elezioni politiche il fronte di Centrodestra ha mostrato pubblicamente le sue prime tensioni interne. Dalla tensione interna alla Lega, passando per gli attriti tra Salvini e Meloni, giungendo fino alle perplessità dei ministri di Forza Italia, un’analisi del futuro del Centrodestra.

Lega allarme interno…

Sono settimane frenetiche quelle nel Centrodestra. Spifferi e bisbigli parlano alla stampa di un fronte non più unito come prima, quando era l’opposto della litigiosa Sinistra. Le perplessità dei diversi partiti su questioni, rilevanti e non, si fanno sentire, e per le prime volte giungono rumorose sulle prime pagine dei giornali. Impossibile, dunque, non pensare all’attacco della leadership di Matteo Salvini nella Lega ad opera di Giancarlo Giorgetti, ministro dello sviluppo economico. Attacco che è stato prontamente sospeso quando i restanti big del partito hanno riconfermato la fiducia all’attuale segretario. Le spinte di Giorgetti, però, che vanno nella direzione di una Lega più governista, più vicina ai partiti liberali anche in Europa (a questo vale la sua proposta di entrare nel PPE ) e più moderata, non sono proprie solo del ministro. Nella Lega c’è un’altra figura, ingombrante, che ha scalato gli indici di popolarità dei leader grazie alle sue capacità governative, ossia il presidente del Veneto, Luca Zaia. Solo voci, naturalmente, sulla sua possibile ascesa ai vertici di partito, ma queste voci, che prima non si sentivano, sono un indizio di come il partito di Salvini non sia più così suo.

Salvini e Giorgetti. Credits: La Repubblica

…ed esterno

Oltre alle tensioni interne, la Lega deve fare i conti con i malumori e gli attacchi degli altri partiti di Centrodestra. I malumori provengono principalmente da Forza Italia, i cui ministri Brunetta, Carfagna e Gelmini, si sono lasciati andare più volte a commenti di insofferenza verso gli altri partiti a trazione sovranista. Brunetta ha parlato della possibilità di una coalizione tra liberisti, socialisti e popolari a sostegno di Draghi in un’ipotetica corsa al Quirinale. Gli attacchi, invece, da Fratelli d’Italia. Nei confronti della leader Meloni Salvini si è espresso in maniera piuttosto colorita definendo i giusti limiti dell’opposizione, che non devono perciò andare ad attaccare gli alleati. Non solo questo, però. Emergono già i primi dissidi per le future elezioni comunali, dove il Centrodestra deve rifarsi dopo la passata sconfitta. Già allora c’erano stato diversi malumori, uno tra i tanti la considerazione dei membri neofascisti di Fratelli d’Italia, rivelata dall’inchiesta di Fanpage, considerazione secondo la quale il candidato per Milano, Luca Bernardo, fosse inadeguato. Ora invece irrita la Lega la decisione univoca di Fratelli d’Italia di aver già lanciato il proprio candidato alle elezioni comunali di Como, in programma per il 2022. L’idea di Salvini sarebbe quella di giungere compatti con un unico candidato di valore, eventualmente scelto tramite primarie, ma l’azione preventiva di Fratelli d’Italia fa saltare il banco, creando un pericoloso precedente.

Le mosse per i prossimi appuntamenti al voto

Il voto non dorme mai, si sa, e le forze politiche guardano con ansia ai prossimi appuntamenti elettorali. Nel 2022 si voterà in ventitré capoluoghi di provincia e quattro capoluoghi di regione: Genova, L’Aquila, Palermo e Catanzaro. Il Centrodestra dovrà necessariamente rifarsi in questa tornata, dopo la sconfitta in quella precedente, dove le divisioni per la scelta dei candidati e il mancato completo appoggio agli stessi era stato fatale. Ancor prima, però, viene il momento cruciale dell’elezione del capo dello stato. Presumibilmente a febbraio i parlamentari saranno chiamati a eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Sarà necessario allora che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si presentino compatti se vogliono eleggere un Presidente a loro gradito. La situazione però è aperta e tutto può mutare. I possibili attacchi di Meloni per sgambettare l’alleato leghista e attestarsi nettamente come il primo partito della coalizione potrebbero far storcere il naso a Salvini, con il rischio di non accordarsi, come sgarbo, per la madre di tutte le battaglie. Ancora, i malumori di Forza Italia potrebbero spingerli, in caso di candidato gradito in comune con le forze di Sinistra, ad abbandonare la compagine attuale. Al momento il nome che circola maggiormente è quello di Draghi, insieme a Silvio Berlusconi. Le strade del voto sono infinite e certe volte fanno giri strani, come nel caso del DDL Zan. La situazione è apertissima e questi scontri, prima invisibili, potrebbero minare l’equilibrio di un mondo che prima sembrava monolitico e compatto.

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