crediti: AsiaNews

Nella giornata di ieri la Casa Bianca ha ufficializzato che nessun rappresentante a stelle e strisce presenzierà alle Olimpiadi Invernali 2022, che si terranno a Beijin il prossimo febbraio.

Una notizia che fa calare il gelo sui rapporti diplomatici tra USA e Cina. Una giocata politica che ricorda vagamente le strategie utilizzate dal blocco sovietico e americano durante la Guerra Fredda.

Crediti: Nova News

America per i diritti

Biden ha annunciato che nessun atleta americano rappresenterà l’America come protesta nei confronti del governo cinese per violazione dei diritti umani.

L’accusa del blocco occidentale nei confronti di Pechino è facilmente riconducibile alla persecuzione della minoranza degli uiguri, alle proteste soffocate con la violenza ad Hong Kong, al pugno di ferro utilizzato nei confronti di realtà come il Tibet e Taiwan.

I tentativi di dialogo tra le due parti nelle settimane precedenti, quindi, non sembrano aver avuto un risvolto positivo.

A far pendere l’ago della bilancia verso la decisione presa dal direttivo americano, potrebbe esserci stata la scomparsa dai riflettori (durata diverse settimane) della tennista professionista cinese Peng Shuai. L’atleta aveva denunciato di aver subito molestie sessuali da parte del ex vice primo ministro Zhang Gaoli, facente parte ovviamente del Partito Comunista Cinese.

Con lo scandalo provocato, la sua sparizione aveva fatto scattare sull’attenti i comitati sportivi nazionali e internazionali; ma a quanto pare non solo questi.

L’atleta cinese Peng Shuai (Crediti: South China Morning Post)

La pazienza del Dragone

Da parte sua, la Cina ha fatto sapere che la decisione degli Stati Uniti avrà delle conseguenze in futuro, puntando a sua volta il dito verso gli USA: politicizzare la neutralità dello sport è tipico degli occidentali, l’accusa.

L’ultima volta che le Olimpiadi furono terreno di scontro politico, infatti, fu quando l’amministrazione di Jimmy Carter ed altri 60 Paesi non fecero presenziare gli atleti con la bandiera di rappresentanza nazionale alle Olimpiadi di Mosca, nel 1980. Quella volta, a non essere ben accolta fu l’invasione dell’Afghanistan.

(N.B: a loro volta, quindici Paesi (allora, Unione Sovietica compresa), non si presentarono alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984).

Tra accuse di violazione di diritti umani da una parte e ripercussioni di livello economico e di politica estera dall’altra, gli atleti americani sfileranno come atleti del Comitato Olimpico e non come “americani”. Per quanto riguarda le tensioni tra i due Paesi, non ci resta che attendere sviluppi.

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Di Chiara Ciatti

Neo-trentina dalla C aspirata; vivo di sport, femminismo e caffè. Sono una studentessa universitaria polemica, con sempre la macchina fotografica in una mano e il passaporto nell'altra. Fast è il progetto che credo mi aiuti ad esprimermi al meglio.

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