Burocrazy: specializzandi in medicina fermati dalla legge italiana

Il 3 dicembre ogni specializzando in Medicina avrebbe dovuto sapere la sua sede prescelta o comunque fare riferimento a quelle libere della graduatoria. Invece no.

Alle 19 il Consiglio di Stato emette il seguente comunicato: “Si informano i candidati al concorso di ammissione dei medici alle scuole di specializzazione di area sanitaria dell’A.A. 2019/2020, che il Consiglio di Stato, nell’accogliere l’appello cautelare proposto dal Mur avverso i ricorsi di taluni candidati in relazione al quesito n.87, sospendendo la sentenza impugnata, ha tuttavia espressamente aggiunto che ‘le ulteriori operazioni concorsuali (previste dall’adottando cronoprogramma per l’assegnazioni delle sedi) andranno svolte successivamente alla decisione cautelare collegiale‘, fissando la Camera di Consiglio il 15 dicembre 2020″.

Il rebus dell’assegnazione delle borse degli specializzandi in Medicina

In poche parole l’errore nel questito n.87 del test sta nel complesso riconoscimento della frattura di un femore. Un fatto gravissimo, che ora blocca un iter già lungo e in ritardo.

In molte sedi di concorso i PC inoltre non risultavano idonei nel riconoscimento della radiografia richiesta, perchè obsoleti.

L’intervento di Annamaria Parente, Presidente Commissione Igiene e Sanità

Da settembre il Mur non pubblica la graduatoria (negli anni scorsi veniva inserita a luglio) del concorso di specializzazione, a cui hanno partecipato 24mila laureati per circa 15mila posti in corsia.

L’Ordine dei medici punta i piedi chiedendo al Governo di “risolvere al più presto questa vicenda kafkiana”: si rischia lo spostamento al 15 gennaio.

Nella prima ondata di Covid-19 molti laureandi si erano trovati improvvisamente in corsia senza alcuna tutela e/o bonus: ora c’è carenza di personale nelle Rsa e negli ospedali, ma è tutto fermo per colpa della solita burocrazia italiana.

La maggior parte del problema sta nel cosiddetto “imbuto formativo”: ogni anno le borse di specialità per i nuovi laureati in Medicina sono sempre meno.

Il cronoprogramma della specializzazione in Medicina 2020

L’allestimento del test è stato programmato solo al 22 settembre causa Covid e di alcuni errori burocratici, poi il blocco della graduatoria del 5 ottobre.

Finalmente il 26 ottobre arriva l’assegnazione della graduatoria temporanea, ufficializzata soltanto il 30 novembre dopo i vari contenziosi risolti.

Entro il 1 dicembre i candidati dovevano comunicare la propria decisione, così da poter permettere al Ministero l’assegnazione delle Scuole il 3 dicembre.

Ed ecco che qui arriva lo “stop”: 116 ricorsi al TAR che dovrebbero essere risolti il 15 dicembre così da iniziare la specializzazione il 30, due giorni prima di Capodanno, una follia.

La rivolta degli specializzandi in Medicina: “Basta burocrazia, fateci lavorare”

All’ennesimo ritardo, l’Ordine dei Medici e il Presidente della FNOMCEO (Federazione Nazionale Ordine Medici, Chirurghi e Odontoiatri) Filippo Anelli, hanno sbottato: “Comprendiamo il disagio dei colleghi, estenuati dai continui ritardi. Nell’anno in cui vi sono 14.500 borse di assegnazione, esprimiamo la nostra piena solidarietà a loro”.

In questi giorni i medici hanno organizzato manifestazioni in tutta Italia, e in Viale Trastevere sotto la sede del Mur.

I futuri specializzandi, il 30 novembre hanno dovuto licenziarsi per incompatibilità professionale tra lavoro e specializzazione. Ciò non gli consente di avere altri incarichi oltre alla specializzazione.

Tutta la redazione di Fast si unisce al disagio degli specializzandi in Medicina e di tutti i medici.

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