Dal passato coloniale inglese ad oggi

Dalla mezzanotte di martedì 30 novembre, il cinquantacinquesimo anniversario della sua indipendenza dal Regno Unito, l’isola caraibica di Barbados è diventata la repubblica più giovane del mondo. Nella sua capitale, Bridgetown, si è tenuta una grande cerimonia per celebrare l’insediamento di Sandra Mason, la prima presidentessa nella storia del Paese, rimuovendo definitivamente la regina Elisabetta II dal ruolo di Capo di Stato, dopo 396 anni di regno della monarchia inglese.

Un po’ di storia

Barbados si trova circa 450 chilometri a nord del Venezuela. Occupata dai portoghesi all’inizio del XVI secolo, l’isola fu colonia inglese dal 1625 al 1966, quando ottenne l’indipendenza. In qualità di monarca costituzionale, la regina Elisabetta II non era coinvolta negli affari quotidiani del governo barbadiano, ma ricopriva solo un ruolo istituzionale: nominava per esempio il governatore generale, cioè la figura incaricata di rappresentare la corona britannica a Barbados, ruolo che dal 2018 ricopriva proprio Sandra Mason.

L’ipotesi che Barbados potesse diventare una repubblica circolava già a partire dagli anni ‘70, ma una richiesta definitiva era stata avanzata solo nel settembre del 2020 da quella che oggi è la presidentessa, sempre la Mason, secondo cui “la gente di Barbados voleva un capo di stato di Barbados”.

La cerimonia che segna la transizione da monarchia parlamentare a stato indipendente

La cerimonia è stata presentata dalla prima ministra del paese e, tra i suoi ospiti, c’erano il principe Carlo, primo erede al trono del Regno Unito, insieme alla cantante Rihanna, senza dubbio la cittadina più famosa di Barbados. Alla mezzanotte, dopo un saluto militare, la bandiera che rappresentava la regina Elisabetta II a Barbados è stata calata, piegata e riposta, e successivamente Sandra Mason è stata proclamata ufficialmente prima presidentessa barbadiana.

Il principe Carlo, giunto per testimoniare la transizione da monarchia parlamentare al nuovo stato costituzionale dell’isola, ha detto che la creazione di questa repubblica offre un nuovo inizio, aggiungendo che le persone di Barbados «hanno tracciato il loro percorso con straordinario coraggio, anche attraverso le atrocità di cui si macchiò irreparabilmente la nostra storia moderna, come la schiavitù».

Barbados continuerà comunque ad essere parte del Commonwealth, ovvero il gruppo di 54 paesi che costituivano l’Impero britannico e che, benché indipendenti, hanno mantenuto e mantengono tuttora legami diplomatico-formali con la corona inglese.

Una celebre cittadina barbadiana

In questa occasione, Rihanna, special guest, è stata premiata da Mia Mottley, primo ministro dell’isola, che l’ha insignita del titolo onorifico di eroe nazionale di Barbados. Ha poi continuato citando la sua hit Diamonds: “Che tu possa continuare a brillare come un diamante e continuare a portare onore alla tua nazione, attraverso le tue parole e le tue azioni, di darne credito ovunque tu vada”. Dichiarata eroina nazionale, Rihanna adesso può usare i titoli onorifici tipici del Commonwealth, come “The Right Honorable” e “The Right Excellent” prima del suo nome.

Crediti: Futura Memoria

Barbados, la Repubblica delle donne

Barbados, è proprio il caso di dirlo, è davvero la Repubblica delle donne: non solo Rihanna come eroina nazionale, ma a capo della nazione ci sarà una donna, Sandra Mason e il primo ministro sarà un’altra donna, Mia Mottley. Non è finita: al vertice della procura ci sarà Donna Babb-Agard. Altre donne ricopriranno poi incarichi di rilievo entro l’assetto istituzionale.

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