Pagellona: 11-17 Gennaio

Il Blue Monday è una bufala, infatti cosa potrebbe mai andar storto nel giorno in cui escono i nostri Pagelloni? Come ogni lunedì @nicholas-pedenzini e @andrea-miniutti sono tornati con la rubrica irriverente per concludere al meglio la settimana ed iniziare la successiva.

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Anni ’90: il rap pre-Tupac e Biggie

Nel corso del mese scorso abbiamo osservato sotto diversi punti di vista l’evoluzione del movimento Hip-Hop, cercando di capire come si siano formate le varianti di #NewYork e quelle di #LosAngeles che hanno portato ai due epicentri culturali della #East e della #WestCoast. Il clima che si viene a formare è simile a quello di un derby, con due squadre – le due coste appunto – che nonostante condividano lo stesso palco nazionale competono per il dominio non solo del mercato ma del movimento nel suo insieme. Essere rispettati nel rap-game significava essere rispettati in tutti gli #USA. All’inizio degli anni ‘90, il dominio del mercato è indubbiamente in mano alla costa occidentale, portata alla ribalta commerciale grazie ad #MCHammer ma soprattutto alla ribalta sociale e street grazie agli #NWA. Il sound che #DrDre portò nel suo gruppo divenne caratteristico del #West tanto che tutta la variante chiamata West-coast rap era prodotta da lui o con ispirazioni prese proprio da #Dre. Ne darà prova nel suo primo album da solista, #TheChronic, pubblicato nel #1992. L’album si presenta come il biglietto da visita dell’allora 27enne Dre. In ogni traccia vi è almeno un #featuring che permette ai più giovani della scena occidentale di mettersi in mostra sull’album che sarebbe diventato un “instant classic”; tra i tanti, troviamo il giovanissimo #Snoop #Doggy #Dogg, presente in quasi ogni traccia, preso sotto l’ala del dottore e pronto al salto di qualità con il proprio #album che sarebbe uscito l’anno seguente. Da questo momento il #rap non è più solo quello della critica sociale. Dre aveva oramai già raggiunto uno #status di leggenda e nel suo primo album da solista decide di lasciare le controversie sociali per dedicarsi a lezioni di stile e temi autocelebrativi.

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West Coast is on the map

Nello scorso episodio non abbiamo affrontato la nascita del #rap nella #costa #occidentale: partendo dalla costa #est, arrivò poi ai centri più densamente popolati della costa #ovest, #LosAngeles e #SanFrancisco. Nella #California si forma quindi la varietà locale di rap che verrà poi chiamato #gangstarap: i temi ricorrenti del nuovo sottogenere infatti riguardano la #violenza e la vita nei #ghetti ma soprattutto l’#abuso di #potere da parte della #polizia e la denuncia del chiaro #razzismo da parte della stessa. Il punto più alto raggiunto dal gangsta rap è però rappresentato dal lavoro degli N.W.A., gruppo formatosi nel 1986 da cinque ragazzi provenienti da #Compton, il quartiere di Los Angeles con il maggior tasso di criminalità della città. Compton fu per la #WestCoast ciò che il #Bronx fu per la #East: il luogo più pericoloso della città ma che proprio per via delle difficoltà a cui sottoponeva i suoi abitanti il luogo prediletto per la nascita e lo sviluppo del nuovo genere. I cinque ragazzi – #Eazy-E, #Dr. #Dre, #IceCube, #MCRen e #Yella – pubblicarono nell’88 la pietra miliare che mise effettivamente la West Coast sulla mappa: «#StraightOuttaCompton». I temi trattati crudamente mettono in chiaro tutto ciò che non va nell’apparentemente perfetta Los Angeles dell’epoca, e trova nelle prime 3 tracce i punti probabilmente più alti di denuncia sociale del genere. Contemporaneamente, il rap nella West Coast partorisce ad #Oakland uno dei più grandi nomi del periodo, #MCHammer. Egli pubblicò nel 1990 l’album «Please Hammer Don’t Hurt ‘Em», che conteneva lo storico singolo «U Can’t Touch This». Fu proprio il singolo a far incredibilmente guadagnare all’album il primo disco di diamante del rap (ovvero 10 milioni di copie). Ora abbiamo davvero tutti gli elementi per studiare e capire a fondo le dinamiche che si svilupperanno nel decennio che oggi è etichettato come «#GoldenAge», e sarà l’argomento principale dell’articolo della prossima settimana. #Staytuned.

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Le origini dell’Hip Hop: dai block-party alle radio

Negli anni ’70 la situazione a #NewYorkCity è il perfetto terreno fertile in cui viene piantato il primo seme dell’#HipHop. Nel decennio precedente, infatti, furono abolite le famose #leggi #razziali che avevano segnato troppo profondamente la mente #americana per essere dimenticate tramite una sola abrogazione. Alla comunità nera non fu mai data una vera possibilità di integrarsi con il resto della #società, tanto che spesso la vita dei neri nelle grandi #città si svolgeva nei #ghetti: lì vivevano, lì lavoravano, lì crescevano e morivano. Le amministrazioni cittadine, compresa quella della #GrandeMela, decisero di abbandonare completamente quei territori, considerati improduttivi. Questa politica dell’indifferenza non fa altro che alimentare il clima di violenza e d’illegalità che si viveva nei ghetti, che si rifletté sull’economia. In un ghetto così limitante è necessario, però, anche l’intrattenimento. il #week-end il #quartiere si riunisce per #strada, a festeggiare nei «block party». Qui, la musica è materia dei #dj, quasi tutti di origini caraibiche o latino-americane: i suoni esotici si fondono con le sonorità cittadine della metropoli quando due dischi vengono fatti girare insieme. L’obiettivo principale era uno: far ballare la gente.

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