Paracel storm: chi controllerà l’acqua, controllerà il Mondo?

Domanda fondamentale da porsi, ora che il pianeta si prepara a festeggiare il traguardo delle 8 miliardi di persone. Serpeggia la preoccupazione che le risorse che fino ad oggi davamo per scontate, come l'acqua dolce e potabile, in un futuro rischino di scarseggiare e diventare un potente strumento politico per chi le possiederà. C'è un Paese che ha risposto alla domanda ed ha constatato che sì, per mantenere il potere deve arrivare prima degli altri a controllare l'acqua. E, soprattutto, l'acqua salata. Potremmo dire che la Cina ha una sorta di “fortuna” geografica. Essa è occupata, per metà del suo territorio, da pianure attraversate dalle acque del Fiume Giallo e del Fiume Azzurro. La prosperità demografica della Cina deriva proprio dall'enorme disponibilità di zone coltivabili.

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Nord Stream 2: tra ambiguità e giochi diplomatici

La Germania, che si è incaricata delle cure di Navalny, ora ricoverato a Berlino ed uscito di recente dal coma, ha minacciato la Russia di interrompere i lavori del Nord Stream 2, proprio nel momento in cui manca da concludere solo il 5% dei lavori. Ma cos'è Nord Stream 2? Per comprendere il progetto russo-tedesco tanto temuto da USA ed Est Europa bisogna tornare al 2011, quando venne inaugurato Nord Stream, gasdotto che collega la russa Vyborg, vicina al confine finlandese, con la città portuale di Greifswald, nel nord-est della Germania. Oltre 1200 km di gasdotto a due linee, capacità massima di 55 miliardi metri cubi all'anno di gas naturale, secondo il sito di Gazprom, energia sufficiente a rifornire 25 milioni di abitazioni. Un capolavoro di ingegneria e di economia. La società che ha gestito la realizzazione e controlla oggi il gasdotto, è chiamata Nord Stream AG (Gazprom ne controlla il 51%, le tedesche BASF ed E.ON ciascuna il 15,5%, la francese Engie ed una società olandese possiedono entrambe il 9%) e gli interessi della Germania sono talmente radicati che il presidente del consiglio di amministrazione è l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder. Così, sperimentati i vantaggi dei progetti energetici con la Russia, nel 2018 sono iniziati i lavori per Nord Stream 2, il raddoppio del gasdotto. Questo significa che la capacità massima dei due complessi diventa di 110 mldc/a (numero non raggiungibile perché l'Europa ha comunque imposto dei limiti). Ma è con Nord Stream 2 che si dimostrano le ambiguità ed i doppi giochi della politica europea.

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