Amatevi tutti, anzi no

La Congregazione per la Dottrina della Fede Cristiana ha affermato tramite il Cardinale Luis Francisco Ladarìa Ferrer che “la benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita“.

Uno dei molti commenti su Twitter dopo la decisione del Vaticano

La scelta della Chiesa per quanto mi riguarda è rispettabile da un lato, perchè ogni religione è libera di fare le sue di scelte, condividisibili oppure no.

Dall’altro lato dico: “E sti cazzi!” Ma la Chiesa non è l’istituzione per eccellenza che accoglie, che ama e che dà il diritto di essere una famiglia?

Papa Francesco il 20 ottobre 2020 in un documentario realizzato da Evgeny Afineevsky e mostrato alla Festa del Cinema di Roma si espresse così:

Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo!

Papa Francesco, “Francesco” by Evgeny Afineevsky, 2020

Perchè questa dura presa di posizione della Chiesa dopo una dichiarazione così forte da parte del Pontefice? Anche il Papa stesso è tornato indietro sui suoi passi.

La nota della Chiesa sulle benedizioni alle unioni civili

“Il Sommo Pontefice Francesco, nel corso di un’udienza concessa al sottoscritto Segretario di questa Congregazione, è stato informato e ha dato il suo assenso alla pubblicazione del suddetto Responsum ad dubium, con annessa Nota esplicativa”.

“In alcuni ambiti ecclesiali si stanno diffondendo progetti e proposte di benedizioni per unioni di persone dello stesso sesso […], tali progetti sono motivati da una sincera volontà di accoglienza e di accompagnamento delle persone omosessuali, alle quali si propongono cammini di crescita nella fede. […] Sono compatibili con l’essenza della benedizione impartita dalla Chiesa solo quelle realtà che sono di per sé ordinate a servire quei disegni. Per tale motivo, non è lecito impartire «una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita)» tra cui rientrano, «le unioni fra persone dello stesso sesso.»”

Tutti hanno il diritto di scegliere

La Chiesa è assolutamente libera di fare questa scelta, ci mancherebbe. Ma una domanda: perchè allora l’individuo omosessuale può essere benedetto mentre la coppia omosessuale no?

Mi potrete giustamente (secondo crismi cristiani) rispondere: “Il matrimonio religioso è composto da uomo e donna”. Ma allora perchè Papa Francesco fece quelle dichiarazioni?

La Santa Sede parla tanto di libertà, accoglienza e diritti: perchè rifiutare le persone omosessuali? E’ una discriminazione vera e propria.

Cosa significa poi “la Chiesa non può benedire il peccato e il peccatore?” Un uomo o una donna compiono spesso atti considerati impuri dalla Chiesa, eppure vengono a Messa la domenica e vengono benedetti.

Se la mettiamo così allora la retorica verso il velo portato dalla donna musulmana diventerebbe (è?) farlocca: i musulmani non dovrebbero essere criticati per la scelta che fanno di imporre il velo.

E’ una palese discordanza di bias cognitivi.

Se tutti devono avere il diritto di scegliere, allora anche il Ku Klux Klan è giusto che discrimini le persone di colore o le Black Panthers di odiare i bianchi.

Aggiungo una nota che scrisse Don Francesco Maria Fragiacomo, parroco di Staranzano (Gorizia) nel 2014.

Una Chiesa che ascolta ed accoglie è appunto il titolo della lettera pastorale dell’Arcivescovo. Frutto dell’ascolto/accoglienza nella fede è l’amore (Maria genera Cristo al mondo) che si misura proprio nel generare nuovi cristiani e nell’accoglienza dei fratelli.

L’accoglienza non è quindi solo una questione di forme esteriori, di tecniche comunicative o di qualche nuovo espediente pastorale ma un autentico cammino di conversione personale e comunitario. L’accoglienza del prossimo è qualcosa di profondamente interiore: saper far spazio nel nostro cuore all’altro, rispettarlo, valorizzarlo, farsi prossimo, prendersi cura delle sue sofferenze, delle sue ferite e fatiche. Nel vangelo Gesù usa il termine “avere compassione” che in italiano significa letteralmente patire/sentire-con l’altro.

Don Francesco Maria Fragiacomo, La Voce Isontina, 03/11/2014

Ma allora che senso ha scrivere questo? E’ forse falsa ipocrisia dei membri della Chiesa Cristiana?

Poi, non credo che alle coppie omosessuali importi molto di questa decisione ecclesiastica, anzi: ora avranno ancor di più il diritto di scegliere.

E dire una volta per tutte: “E sti cazzi!”

(Foto di copertina da: Listone Mag)

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