Afghanistan: avanti un altro

In Afghanistan sta succedendo esattamente quello che si era previsto, in risposta al ritiro delle truppe USA. I Talebani stanno facendo un nuovo ground zero delle statistiche, dei comunicati, e delle rassicurazioni che garantivano che le truppe afgane sarebbero state capaci di difendere da sole il paese. Ma non è più il 2001: il mondo non gira più intorno alle decisioni della Casa Bianca e – mentre gli Stati Uniti si ritirano – Russia, Iran, e Turchia intensificano la loro presenza.

(Credits: Reuters, via BBC)

Interessi russi

In primis, la Russia teme l’instabilità che i Talebani potrebbero portare sui confini delle ex repubbliche sovietiche di Tagikistan e Uzbekistan. l ministro degli esteri russo Lavrov si è detto pronto ad utilizzare le basi militari russe nei due paesi per difenderli da eventuali spill-over della violenza talebana. Tuttavia, una delegazione talebana a Mosca la scorsa settimana ha voluto rassicurare il cremlino che “la frontiera tagiko-afgana non sarà una minaccia per la Russia”.

Paura iraniana

Dall’altra parte, l’Iran teme (o forse no) una crisi migratoria causata dalla riconquista talebana. Infatti, mentre i Talebani riconquistano le maggiori province, le grandi città cercano di mobilitare le loro milizie, ma queste forme di resistenza non sono destinate a durare. E quando la città di Herat – precedentemente sotto protezione italiana – cadrà, i profughi si riverseranno con tutta probabilità in Iran. 

Tramite l’organizzazione di negoziati a Teheran, l’Iran spera di stabilizzare l’Afghanistan, ma alcune considerazioni economiche potrebbero portare il governo iraniano ad appoggiare esclusivamente i Talebani. Secondo alcuni economisti, infatti, la stagnante economia iraniana potrebbe trarre giovamento da un’ondata di giovani migranti.

Presenza turca

Infine, c’è la Turchia, uno dei pochi attori con ancora qualche truppa nello Stato. I turchi (per ora) stanno difendendo l’aeroporto di Kabul, e se trovassero un accordo con gli USA potrebbero intensificare la loro presenza strategica per tenere la porta aperta ad eventuali operazioni militari o d’intelligence. 

Queste sono solo alcune delle considerazioni politiche, a cui vanno aggiunte quelle di paesi come India e Pakistan, che – dando forma alle volontà di questi attori regionali – determineranno il futuro dell’Afganistan.

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